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fino al 10.IX.2006 | Raffaello. Da Firenze a Roma | Roma, Galleria Borghese

di - 14 Giugno 2006

Come indicato nel titolo, l’evento è incentrato sugli anni che segnarono la svolta stilistica e concettuale di Raffaello (Urbino 1483 – Roma 1520) e che coincisero con il suo trasferimento da Firenze a Roma. Un periodo ben circoscritto quindi, che va dal 1504 al 1509. Cinque anni decisivi. Con il soggiorno fiorentino il pittore urbinate aveva avuto modo di assorbire il linguaggio di Leonardo e Michelangelo, dopo aver superato la lezione peruginesca. Da Leonardo acquisì esperienza in termini stilistici, come nel caso degli studi del movimento, ma anche prettamente strutturali come ad esempio la composizione piramidale delle rappresentazioni della Madonna, ben evidente nella Bella giardiniera. Oltre alla disposizione della Madonna con il Bambino e il San Giovannino, si nota in quest’opera la fase finale del superamento della lezione stilistica leonardesca nell’invenzione di una forma a semisfera che investe tutti i piani. Dalle curve delle spalle a quelle del mantello fino alla sommità della tavola stessa. Ma l’opera che davvero rappresenta la svolta, summa delle osservazioni tratte a Firenze, è la Deposizione. Vera protagonista della mostra, e visibile solo in situ perché inamovibile, la tavola, di recente restaurata, rappresenta il passaggio dal periodo fiorentino a quello romano, prima di giungere agli affreschi delle Stanze del Vaticano. Qui oltre all’assorbimento dei canoni leonardeschi, c’è una vera e propria fusione. Si aggiunge infatti lo studio di Michelangelo, che dopo Firenze, vedrà a Roma la sede più adatta a tale analisi. La plasticità delle statue michelangiolesche, insieme all’osservazione di quelle antiche, è ben evidente nella fisicità delle figure presenti nella Deposizione. Anche se il vero interprete è il pathos. Come ebbe a dire Vasari nel sottolineare la resa degli affetti, “il dolore che hanno i più stretti e amorevoli parenti […] la perdita di colui nel quale consistevano il bene, l’onore e l’utile di una famiglia”. L’opera, che Raffaello dipinse a soli 24 anni, è stata riassemblata in questa occasione in tutte le sue parti. Completano lo studio una serie di disegni preparatori, che insieme a quelli di altre opere, raggiungono un totale di 26 pezzi. Circa la metà delle opere in mostra quindi (cinquanta in tutto).
Prestiti importanti sono, tra gli altri, quelli della già citata Belle Jardinière dal Louvre, della Sacra Famiglia con l’agnello del Prado e la Madonna Esterhazy, tutte per la prima volta in Italia. Ma la mostra è un’occasione anche per rivedere importanti opere custodite proprio alla Galleria Borghese come la Dama col Liocorno, in cui è ancora una volta ben evidente l’interesse di Raffaello per la ritrattistica leonardesca. Un saggio della curatrice Anna Coliva in catalogo ne ripercorre le vicende e ne riassume le posizioni riguardo l’identità della ragazza, forse Maddalena Strozzi, moglie di Angelo Doni. Il liocorno, più che un attributo allusivo alla verginità (il dipinto è forse stato fatto in vista delle nozze), allude più che altro alla casata. Sempre a sostenere la tesi che l’opera sia stata dipinta in vista delle nozze, le radiografie eseguite hanno messo in luce la presenza sotto il liocorno di un cane, simbolo di fedeltà.
Tutto l’evento ruota insomma intorno a un pugno di opere relative ad un periodo decisivo della breve vita di Raffaello (morì a sole 37 primavere), che in pochi anni ha lasciato opere fondamentali per storia dell’arte di ogni tempo.

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mostra visitata il 18 maggio 2006


Raffaello. Da Firenze a Roma
Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5, Roma – +39 068413979 – www.galleriaborghese.it – Dal 19 maggio al 10 settembre – Tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 09.00 alle ore 19.00
Ingresso, intero € 10,50 per mostra con visita alla Galleria Borghese, più diritto di prevendita. Prenotazione obbligatoria (0632810) www.ticketteria.it – www.mostraraffaello.it – Catalogo Skira


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  • Un appunto (e qualcosa in più) merita secondo me l'allestimento della mostra, che ho trovato piuttosto assurdo: dalla prima sala (splendida, naturalmente) al piano inferiore risultava praticamente introvabile il modo di accedere al proseguimento della mostra, il che faceva perdere completamente d'occhio il filo espositivo (fondamentale in una mostra di carattere cronologico, ed evolutivo)... WHY?? Peccato, Villa Borghese è meravigliosa

  • Aggiungo solo un'informazione pratica molto utile .. per motivi di sicurezza eocnservazione delle opere, l'accesso a villa borghese è a numero chiuso. IN pratica il biglietto vale per una determinata fascia oraria di due ore, es. dalle 9 alle 11, ecc.. ciò cisginifica che con quel biglietto si può entrare quando si vuole tra le 9 e le 11 ma soprattutto che alle 11 bisogna uscire dalla galleria!! Quindi al massimo due ore di tempo- che per chi oltre alle opere di Raffaello vuole visitare la Galleria nella sua interezza (visto il prezzo del biglietto, ne abbiamo il diritto!!) son veramente poche.
    Corollario: si rischia di arrivare la mattina e trovare la giornata sold out, quindi conviene prenotare!
    spero di aver dato delle info utili! ciao

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