Categorie: roma

fino al 12.I.2003 | Tony Oursler | Roma, MACRO

di - 24 Ottobre 2002

Uno tra i guru della videoarte americana sbarca in Italia. E lo fa addirittura con tre mostre. In contemporanea con la grande esposizione del nuovo MACRO di Danilo Eccher, sono infatti aperte altre due personali – disegni, acquarelli e video – in spazi privati di Trento e Torino.
Conosciuto essenzialmente per i suoi manichini e per le sue inquietanti videoinstallazioni popolate di occhi e teste parlanti, (comparse per la prima volta nel 1992) Tony Oursler ha alle spalle oltre vent’anni di sperimentazioni. Una ricerca che lo ha condotto attraverso la pittura, la fotografia, il videotape, l’installazione e infine anche il Web . Co-autore insieme a Costant De Jong e Stephen Vitiello di Fantastic Prayers, uno dei primi web-projects della storia, ha poi bissato lo scorso anno quando il Moma di NY gli ha commissionato Timestream: un sito che offre un viaggio creativo nella storia delle telecomunicazioni, dal telegrafo ai giorni nostri. Opera che riconferma il suo interesse per i mezzi di comunicazione e la sua volontà di utilizzare gli strumenti del proprio tempo.
Le sessanta opere riunite nelle sale del museo romano coprono un arco temporale che parte dagli anni Novanta per arrivare ad oggi, costruendo un percorso coinvolgente, ma estremamente carico, che spesso non lascia sufficiente respiro alle singole realizzazioni . Il progetto più recente tra quelli in mostra è 9/11, una serie di fotografie che Oursler ha scattato a Ground Zero subito dopo l’attentato alle Torri Gemelle.
Filo conduttore della poetica dell’artista rimane il tema del disagio psichico, indagato in modo particolare nella grande installazione dal titolo Judy, angosciante e angoscioso setting che racconta la storia di una donna affetta da MPD (Disturbo da Personalità Multipla). La dinamica mentale dissociativa, che giunge allo spettatore tramite uno sdoppiamento di volti e voci, diviene contemporaneamente quella che Ourlsler stesso chiama una metafora della personalità postmoderna.
I volti parlanti o piangenti vengono proiettati su superfici diverse: enormi teste di fantocci sdraiati davanti a tranquillizzanti sfondi floreali, sfere o dischi di fiberglass, parallelepipedi sovrapposti. La presenza umana, che spesso si scompone fino a ridursi ad un occhio (con evidente richiamo all’obiettivo della telecamera) o ad una bocca, anima le superfici e le rende inquietanti e vive. E l’energia, tesa e sincopata, resta anche quando ogni riferimento all’essere umano scompare, come in Talking light (1996), dove l’unica presenza è una lampadina che si accende e spegne come un battito isterico, accompagnata da una voce.
Un lavoro, quello dell’artista statunitense, tutto teso alla comunicazione viscerale con lo spettatore, quasi un gioco psicologico volto a testarne la resistenza emotiva, le sue capacità reattive sottoposte allo stress da empatia. Empatia del disagio, della malattia mentale, dell’alienazione, raccontata utilizzando la potenza e l’ossessività del loop.

articoli correlati
Intervista a Danilo Eccher, direttore del MACRO
Alessandra Tesi, in mostra in contemporanea al MACRO
link correlati
Sito ufficiale di Tony Oursler
Fantastic Prayers
Timestream

valentina tanni
mostra vista l’11.X.2002


Tony Oursler, a cura di Danilo Eccher e Elizabeth Janus. MACRO, via Reggio Emilia 54 (Nomentana, Porta Pia), 0667107900, mar_dom 9-19 ch lun, ingresso intero 5.16 euro, ridotto 4.13 euro,www.comune.roma.it/macro, Catalogo Electa

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