Categorie: roma

fino al 12.IV.2008 | Jamie Shovlin | Roma, Unosunove

di - 25 Marzo 2008
Jamie Shovlin (Leicester, 1978; vive a Londra) si fa interprete degli ultimi anni di una storia americana che intreccia i destini mondiali e disegna i percorsi della contemporaneità. La mostra è calibrata negli spazi e nell’ordine di visione delle opere che tracciano, fra l’una e l’altra, corrispondenze dirette. Così, le due sale antecedenti la Black Room finale svolgono per il visitatore una funzione introduttiva, anticipandone alcuni elementi e facendo presagire l’innesto più politico che la caratterizza.
La Black Room è la medesima che il “New York Times”, in un articolo del 2006, identificò nell’ex base militare dell’ex-presidente Saddam Hussein, Camp Nama. Un carcere segreto dove le forze speciali della task force 6-26 praticavano torture senza sangue, in modo tale che i crimini non fossero perseguibili. L’opera di Shovlin, presentata all’ultima edizione di Artissima e racchiusa in questa stanza, coglie le contraddizioni più evidenti, la retorica e l’incanto che gli Stati Uniti hanno prodotto anche a livello culturale. L’artista regala un’esperienza più intensa di quella che guida un primo approccio. Dall’inclinazione a trattare con i materiali più differenti, degna eredità dell’informale, agli omaggi più rilevanti alla pop art di matrice inglese e americana (The American Way), si aggiunge il gioco simbolico dei colori della bandiera a stelle e strisce che coprono spesso interamente un’immagine la cui natura evidente è sottratta alla percezione immediata.

Così, la scritta che il colore nasconde può emergere soltanto a un secondo livello da una diversa angolatura della visione (Homeland, 2006). A volte Shovlin utilizza il bitume, che versa su una collezione di dischi o con cui copre il quattordicesimo album dei Chicago (1980), evocando in anni addietro gli scontri avvenuti alla Democratic National Convention e il processo conseguente cui presero parte attivisti come Bobby Seale e Abbie Hoffmann. I nomi di entrambi emergono nelle opere che precedono la Black Room, così come il tema critico della bandiera trova in Untitled (Ashes) il pretesto per emergere coerentemente nel contesto in cui è collocata.
Uno specchio su cui sono impresse le regole di comportamento del perfetto cittadino americano nei riguardi del vessillo patriottico è posto a terra e riflette l’installazione centrale Untitled (Hero/Slave), un intreccio di gambe e braccia di uomini colorate in ricordo di un episodio di protesta avvenuto durante le Olimpiadi del 1968. Questa, a sua volta, è illuminata dal neon di Untited (The Last Resort), in cui il titolo dell’album degli Eagles, Hotel California, riluce di una delle tecniche preferite da Bruce Nauman.

Anche quest’ultima contribuisce a creare un percorso metaforico, ironico, critico e disincantato nei riguardi dell’America dei sogni. Il percorso in galleria corre sul filo della consapevolezza del significato delle opere esposte, da una fruizione disimpegnata al limite di una piacevolezza pop alla rassegnazione che risulta infine evidente. L’opera di Shovlin non lascia spazio all’immaginazione creativa di chi si pone interprete del tutto. I legami sono tracciati e imprenscindibili, tra opera e opera, tra opera e storia, tra storia e uomini.

articoli correlati
“E come faccio a comprare la miseria?” I problemi di Jamie Shovlin…

chiara li volti
mostra visitata il 4 marzo 2008


dal 29 febbraio al 12 aprile 2008
Jamie Shovlin – The Ties that Blind
Unosunove Arte Contemporanea – Palazzo Santacroce
Via degli Specchi, 20 (zona largo Argentina) – 00186 Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 10-20; sabato ore 12-20
Info: tel. +39 0697613696; fax +39 0697613810; gallery@unosunove.com; www.unosunove.com

[exibart]

Visualizza commenti

  • certo che la programmazione di uno su nove e' tremenda ho capito solo adesso il nome della galleria.
    ovvero un evento su nove sara' accettabile!
    ma cercate di lavorare seriamente!

  • Scusa??!?!?!?!?
    ma scherzi??? questa sarebbe una brutta mostra??? e matt callishaw, elen gallagher, los carpinteros, ivan navarro, nenache queste mostre hai visto????

Articoli recenti

  • Fotografia

Al Festival Cortona On The Move vediamo l’Italia da infinite prospettive diverse

Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di più di…

13 Giugno 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Numero Cromatico vince il Visions Prize 2026 con un progetto tra arte e neuroscienze

Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…

13 Giugno 2026 12:30
  • Attualità

I lavoratori del Museo Reina Sofía di Madrid scioperano contro il precariato

Non solo in Italia, anche in Spagna la cultura si agita: lo sciopero a tempo indeterminato proclamato dai lavoratori del…

13 Giugno 2026 11:30
  • Mostre

Ironia e paradossi di Daniele Sigalot in mostra al Gallery Hotel Art di Firenze

Please Take This Seriously: al Gallery Hotel Art di Firenze ritorna l'arte contemporanea, con la mostra di Daniele Sigalot: post-it…

13 Giugno 2026 10:30
  • Beni culturali

Affreschi nascosti riemergono a Casa Leopardi: la scoperta nella Biblioteca di Recanati

Dopo due anni di restauri, la Biblioteca di Casa Leopardi a Recanati apre la Sala degli Antichi e riporta alla…

13 Giugno 2026 9:30
  • Mercato

Le piscine, gli amici, Los Angeles. David Hockney attraverso i suoi record d’asta

Quattro traguardi mondiali per rileggere l'universo di David Hockney, scomparso a 88 anni. A partire da "Portrait of an Artist…

13 Giugno 2026 8:20