Categorie: roma

fino al 15.I.2011 | Invader | Roma, Wunderkammer

di - 17 Novembre 2010
È il “gioco” l’elemento
ispiratore del lavoro di Invader
(Parigi, 1969), e come tutti i giochi è una cosa molto seria a cui l’artista ha
dedicato la sua vita e che lo ha portato a essere uno degli “artisti di strada”
più famosi a livello internazionale.

I suoi Space Invaders – ne ha realizzati circa 4mila in 35 città sparse
per il mondo – sono ispirati ai personaggi dei videogame giapponesi della fine
degli anni ’70. Invader li schematizza e li rappresenta con mattonelle 10×10 o
con tessere di mosaico piccole e piccolissime di vetro, ceramica e specchio.

Dotato di un’attrezzatura
semplice ma perfetta per lo scopo (martello estensibile con controparte
morbida, siringa per il cemento, scarpe per arrampicare disegnate da lui
stesso), una volta identificato il posto dove porre il suo lavoro, in breve
tempo e senza essere visto Invader è in grado di realizzarlo e fissarlo alla
parete in modo definitivo. La delicatezza del materiale impiegato e l’averlo
incastonato nel cemento a pronta presa rendono l’opera un unicum con la parete, rendendola inasportabile senza rovinarla.

Sono circa 50 gli interventi
segnalati nella Capitale, dove l’artista ha trascorso alcuni mesi dall’estate
scorsa; i luoghi sono segnati nella mappa di Roma che si può trovare in
galleria e in un bel libro fotografico. Restando al tema del gioco, ogni opera
di Invader ha uno score che può
andare da 10 a 50 a seconda della complessità, della sua grandezza e della
difficoltà nell’installarla.

I 13 Space Invaders esposti
in galleria sono copie uniche montate su plexi di quelli realizzati a Roma e
ognuna contiene una scheda fotografica dell’opera in loco e il relativo score
(che più è alto, più aumenta il valore dell’opera). Per questa sua prima
personale in Italia, Invader ha appositamente realizzato una macchina lancia palline
che vengono sparate a 300 km/h contro il povero visitatore che, appena entrato,
non ha avuto il tempo di percepire la protezione del vetro protettivo. Quattro
opere realizzate con la tecnica del RubikCubism, cubi di Rubik incollati
insieme che riproducono immagini tratte dalla storia dell’arte o dalla cultura
di massa e tre grandi neon di vario colore completano l’esposizione.

È poi infine possibile vedere in
galleria il video di una puntata dello scorso luglio del cartone animato Futurama di Matt Groenig – quello dei Simpson – dedicata a Invader, dove
Bender – il protagonista della serie – veste i panni proprio dell’invasore videoludico.

Insomma, le palline, i cubi, le
tessere del mosaico, il punteggio, i videogame. Una costellazione di elementi
che riconducono all’importanza che il gioco ha per questo artista.

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Wunderkammern

Via Serbelloni, 124 (zona Torpignattara) – 00176 Roma

Orario: lunedì e mercoledì ore 17-19.30 o su appuntamento

Ingresso libero

Catalogo disponibile

Info: tel. +39 0686903806; mob.
+39 3479044911; postmaster@wunderkammern.net;
www.wunderkammern.net

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@https://twitter.com/pilus

Giornalista pubblicista dal 2004. Vive in Italia, Svizzera e Stati Uniti.

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