Categorie: roma

fino al 15.II.2002 | Pierre Giner – J’ai oublie le lieu | Roma, Fondazione Adriano Olivetti

di - 13 Febbraio 2002

La geografia della memoria sembra non avere, forse per definizione, confini ben delineati: anche nei ricordi più vivi (quelli più dolci o più dolorosi) qualche tratto si perde, sfuma, sprofonda in uno strato eterogeneo, in cui un anno o un istante hanno la stessa durata e chiedersi ‘dove’ è porsi un quesito destinato a restare senza risposta.
Tenta di indagare il meccanismo imprevedibile del ricordo, Pierre Giner (1966, vive e lavora a Parigi) e nel video presentato presso la Project Room della Fondazione Olivetti, offre la sua interpretazione del paesaggio discontinuo che è il vissuto di ognuno.
J’ai oublie le lieu inizia in una sala dove diverse coppie stanno ballando abbracciate: di queste persone non conosceremo i volti, le espressioni, non potremo ipotizzare uno stato d’animo, saranno perennemente inquadrate dalla vita in giù; alcune immagini subentreranno in modo inaspettato, come fossero state strappate al tempo, richiamate da qualche associazione mentale misteriosa: sono frammenti di un ‘prima’ imprecisato, di un evento ricostruito a fatica (intuiremo qualcosa in più solo leggendo le frasi, che si compongono ad intervalli regolari, come didascalie su un fondo bianco), un ricordo, o più di uno.
Una strada in un paesaggio innevato, la luce tra i rami degli alberi, tra le foglie e i fiori, poi un incendio e le fiamme che divorano una stanza… vediamo questo: sequenze slegate, che sembrano spezzare la scena ripresa nella sala da ballo; (e la musica scelta, per accompagnare la danza, Over the raimbow pare un contrappunto ironico) impossibile determinare a chi appartengano quei pochi frammenti, non c’è un protagonista, solo un lento svolgersi, enfatizzato – forse un po’ troppo, rischiando la forzatura – dalla qualità della ripresa, che sgrana le immagini, rende labili i contorni delle cose.
Tra la realtà della sala, dei giri di valzer, dei ballerini un po’ goffi e l’irruzione di qualcosa che è stato, appaiono alcune frasi scritte: potrebbero essere indizi, per trovare una connessione, per ricostruire quel che il tempo e il distacco hanno dissolto nel ricordo, ma forse non è importante ritrovare cosa manca.
Il luogo dimenticato, ormai sedimentato nell’oblio, non riaffiora.

articoli correlati
Sincretismi, in mostra alla Fondazione Olivetti
Esra Ersen – If You Could Speak Swedish

maria cristina bastante


Pierre Giner – J’ai oublie le lieu, a cura di Paola Magni
Fondazione Adriano Olivetti, via Zanardelli 34, 066877054, lun_ven 10-18 ch sab_dom, ingresso libero
www.fondazioneadrianolivetti.it
info@fondazioneadrianolivetti.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Una performance è per sempre: a Cavalese la prima edizione di Performa

Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…

24 Aprile 2026 21:43
  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador Dalí e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01