E’ un viaggio a ritroso nel tempo, nella Roma degli artisti del Quattrocento, quello che si può percorrere grazie a questa mostra. Un viaggio nel periodo d’oro del Rinascimento, quando architetti ed artisti cercavano di compiere un rinnovamento formale della città, attraverso la conoscenza ed il recupero dei monumenti antichi. La monumentalità dell’antica Roma veniva studiata grazie ai numerosi disegni e documenti manoscritti (presenti in mostra).
Ma chi era Leon Battista Alberti? Un uomo nuovo del Rinascimento diremmo oggi, con una personalità poliedrica paragonabile a quella di Leonardo Da Vinci. Al tempo stesso architetto, letterato, archeologo, studioso e teorico; capace di spaziare a 360 gradi nel mondo della cultura. Nato a Genova nel 1404, a diciotto anni giunge a Roma con l’incarico di abbreviatore apostolico –un ghost-writer, diremmo oggi- presso la curia di Eugenio IV dove rimarrà a servizio fino al 1464, quando il collegio degli abbreviatori verrà soppresso.
Se si guarda alla lista delle opere architettoniche di Alberti, si vedrà un elenco impressionante di lavori eseguiti in diverse città d’Italia. A Roma realizza Palazzo Venezia, considerato uno dei più bei palazzi rinascimentali della capitale e, insieme a Nicola Salvi, progetta la fontana di Trevi.
Uno dei pezzi più importanti in esposizione è senz’altro la monumentale testa bronzea del Cavallo Carafa, proveniente dal Museo Archeologico di Napoli. Un codice molto raro e pregiato che può fare la gioia dei bibliofili è il Codex Excurialensis, proveniente dalla Biblioteca del Monastero El Escorial di Madrid. Esso contiene una delle più belle raccolte di disegni rinascimentali dedicati all’architettura e alla scultura di Roma. Un oggetto curioso è invece il celebre bronzetto raffigurante Marc’Aurelio di Filerete, mentre tra le opere pittoriche si fanno notare una predella del Beato Angelico e uno degli affreschi di Andrea del Castagno facente parte del ciclo dedicato agli Uomini e Donne illustri staccato dalla medicea Villa Carducci a Legnaia (Firenze, Uffizi).
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Due gli errori gravissimi: Palazzo Venezia non è stato progettato da Alberti perché costrito in più fasi e da vari architetti, ma soprattutto è difficile che Alberti possa aver progettato la Fontana di Trevi insieme a Nicola Salvi circa tre secoli prima!!!