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fino al 18.III.2005 | Nobuyoshi Araki / Hidetoshi Nagasawa – Double dream | Roma, La Nuova Pesa

di - 22 Febbraio 2005

Il doppio sogno che propone la Galleria La Nuova Pesa è un percorso intellettuale negli aspetti del Giappone più ricorrenti dell’immaginario occidentale. Da una parte l’armonia, l’eleganza delle forme, l’attenzione alla natura nei lavori di Hidetoshi Nagasawa. Dall’altra, tra inquietudine e provocazione, l’universo femminile su cui indaga Nobuyoshi Araki. La femminilità e l’erotismo della donna-geisha è spiata nel suo habitat domestico o per le vie della città. Sia Nagasawa che Araki sono giapponesi; sono nati nello stesso anno, il 1940.
“Nagasawa annulla il peso della massa scultorea senza rinunciare all’impatto dei materiali” – scrive il curatore, Giacomo Zaza – “e genera con volumi a volte imponenti un’atmosfera di sospensione spazio-temporale, un effetto di equilibrio instabile costretto a possibili oscillazioni.”
L’installazione è stata realizzata appositamente per questa mostra. Si tratta di una grande trave in legno completamente avvolta in una lamina di foglia di rame cotto dello spessore di 0,10 millimetri. Nel lavoro di Nagasawa, che dal 1967 vive a Milano, dove fra l’altro insegna scultura alla Nuova Accademia di Belle Arti, c’è una matrice concettuale, insieme all’amore per i materiali naturali (acciaio, ottone, rame, ferro, bronzo, cera, pietre… non usa mai la plastica) di cui studia le reazioni: alla luce, all’ombra, alla gravità, fino agli odori. Nei suoi lavori c’è anche un’attenzione particolare agli spazi vuoti e pieni che ha appreso studiando architettura e design a Tokyo, prima di lasciare il suo paese per affrontare un viaggio in bicicletta durato oltre un anno e mezzo. La sua storia è conosciuta, ma vale la pena ricordarla per il fascino che emana. Dopo aver attraversato diciassette paesi – trentotto anni fa – Nagasawa si fermò a Milano, perché è lì che gli rubarono la bicicletta.
Nobuyoshi Araki, invece, vive e lavora a Tokyo, dedicandosi alla fotografia, dopo aver messo da parte l’ingegneria. Il suo tema preferito é la donna. Donne nude o vestite, legate o imbavagliate, che provocano e sprigionano sensualità anche quando sono vestite di tutto punto con il tradizionale kimono. “Queste immagini” scrive Zazanon sono intese a esaminare l’erotismo della sottomissione ma a esplorare l’estetica di una realtà immaginaria, mostrando donne che, nonostante il loro assoggettamento, nonostante le corde e il dolore, rimangono sospese nel loro charme e nella loro sensualità esotica”. Nelle fotografie in mostra a Roma (realizzate con varie tecniche: dalla polaroid alla stampa in bianco e nero da digitale con interventi astratti di inchiostri colorati) fiori e composizioni floreali appaiono qua e là tra i volti e i corpi femminili: un riferimento alla caducità della bellezza, alla morte come componente della vita. L’esplorazione di Araki dell’iconografia femminile – seppure, come afferma il curatore, non punterebbe alla sottomissione – è comunque una oggettiva visione maschile. Il punto di vista si ribalta, però, in una fotografia provocatoria in cui i contrasti bianco/nero sono particolarmente marcati. Le mani di una donna anziana – un po’ maga, un po’ strega – avvolte nei guanti di velo, stringono un grande coltello, che colpisce un membro maschile di gomma.

manuela de leonardis
mostra visitata il 15 febbraio 2005


Nobuyoshi Araki. Hidetoshi Nagasawa. Double dream
a cura di Giacomo Zaza
Roma, La Nuova Pesa – Centro per l’Arte Contemporanea
Via del Corso, 530 (piazza del Popolo)
da lunedì a venerdì ore 10.30-13.00, 15.30-19.00, chiuso sabato e domenica
ingresso libero
per informazioni tel. 06 3610892-06 3230215


[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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