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Fino al 18.V.2018 | Celia Hempton, Breach | Galleria Lorcan O’Neill, Roma

di - 3 Maggio 2018
Sviluppatasi a partire dalla nuova serie di lavori realizzata dal vero sull’isola di Stromboli nell’estate del 2017, anche in questa occasione Celia Hempton torna a svolgere il tema del paesaggio da diversi punti di vista e su livelli differenti. Quello più evidente fra i tre è certamente è il paesaggio rappresentato in Stromboli 900 metres, frutto di una fase di lavorazione svoltasi sulla cima del vulcano volgendo la tela direttamente a contatto con la terra, lasciando che gli stessi detriti generati dai lapilli sedimentassero sulla superficie, restando incastonati nel film pittorico. Il punto di vista è quello direttamente accessibile all’artista nel momento performativo della pittura, dunque un orizzonte molto basso, che lascia però intravedere le diverse fasi del giorno: dall’arrivo nel primo pomeriggio al tramonto, il calare della penombra e infine la notte. Il tratto è spesso, profondamente materico, accelerato dal bisogno impellente di terminare l’esecuzione prima che il paesaggio cambi davanti agli occhi ancora una volta.
Si tratta di un paesaggio cupo, seppur illuminato dalla luce del sole e dal rosso purpureo della lava, un paesaggio per lo più oscuro, così come la serie Surveillance painting che l’artista ha cominciato nel 2016 iniziando rintracciare registrazioni di telecamere a circuito chiuso hackerate disponibili online. Nella scelta voyeuristica di osservare e studiare queste numerose riprese – in particolare due interni registrati a Shangai e Genova e una ripresa su strada da Nantou (Taiwan) – la Hempton si dimostra ancora interessata a questo tipo di soggetti in quanto forme essi stessi di paesaggio, così come anche in questo caso il tratto è affrettato.
Celia Hempton, Breach, vista della mostra
Seppur la presenza umana sia quasi del tutto inesistente, quel che interessa all’artista sono delle forme di spazio che raccontano eventi performativi, inseriti nella piattaforma online come forma di spazio moltiplicato e «imprevedibile, che espone tanto gli aspetti più estremi della natura umana quanto elementi del banale e dell’ordinario», come sottolinea l’artista. Se in Stromboli 900 metres ciò che viene colto è un soggetto in continuo divenire, le tele di Surveillance Painting catturano un hic et nunc che racconta quel che è appena accaduto o che sta per accadere, anche se quel flusso in divenire di azioni non è visibile direttamente.
Il paesaggio sicuramente meno mimetico, ma che raggiunge la più alta qualità in termini estetici è il corpus di lavori più conosciuto del percorso di Celia Hempton, ovvero la sua serie di nudi, tra i quali in quest’occasione viene esposto anche un ritratto dell’attore porno Colby Keller. Così come per le esplosioni laviche, anche questi ritratti sono ripresi ‘dal vero’, ma una volta ingigantiti, i particolari di genitali maschili e femminili vengono resi dall’artista al pari di alture o crateri vulcanici, perdendo la loro identità meramente sessuale e il loro possibile riferimento pornografico. Il colore in questa serie di ritratti è disteso e ritrova la leggerezza materica nei colori tenui, ben distanti dall’aggressività dei paesaggi naturali immersi nell’oscurità.
Alessandra Caldarelli
mostra visitata il 28 marzo 2018
Dal 20 febbraio al 18 maggio 2018
Celia Hempton, Breach
Galleria Lorcan O’Neill
Vicolo dei Catinari, 2 – 00186 Roma
Orario estivo: lunedì-venerdì 15.00-19.00
Info: mail@lorcanoneill.com; www.lorcanoneill.com

Nata a Roma nel 1988, consegue la laurea magistrale in Storia dell'Arte nel 2012 presso Università degli Studi di Roma La Sapienza. Dopo aver fatto diverse esperienze nel campo, dalla didattica e mediazione presso il MAXXI all'esperienza in galleria tra Roma (1/9unosunove) e Parigi (Galerie Antoine Levi), nel 2014 è assistente al coordinamento delle gallerie partecipanti ad Artissima a Torino. Oggi si sta formando per diventare Registrar. Collabora con Exibart dal 2012 e da un anno anche con INSIDE ART. Scrivere è da sempre la sua passione.

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