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fino al 19.III.2009 | Roberto Vignoli | Roma, Mlac

di - 13 Marzo 2009
Roberto Vignoli (Roma, 1953; vive in Francia) da otto anni ha affiancato al suo lavoro di fotografo di architetture la ricerca tipica della fotografia d’arte, portando numerose mostre in giro per il mondo, fra Istanbul, l’Italia e Cuba, dove si è recato per promuovere la personale Quattro artiste a Roma e dove ha ricevuto, in veste ufficiosa, l’incarico di ritrarre lo stato delle architetture della città.
L’essenza della mostra vive e si dispiega tutto nella fotografia, formata a sua volta da 41 scatti, che – con i suoi quasi 19 metri di lunghezza per 50 centimetri di altezza – occupa gran parte dello spazio espositivo del Museo Laboratorio alla Sapienza, ottenendo l’effetto di un nastro srotolato da una forza cinetica, che “tira” chi osserva verso il lato opposto della sala. Il soggetto è appunto il Malecớn, il lungomare dell’Avana che, secondo Vignoli, riesce a documentare in massimo grado le vite passate della città: i palazzi del XVI e XVII secolo, gli edifici fatiscenti, gli alberghi ultramoderni e i minuscoli caffè. Il tutto vivacizzato dalla presenza umana, che “era evitabile perché inizio a fotografare alle 5 o alle 6 di mattina”, dice l’artista, “ma l’effetto sarebbe stato forse più statico”.

Vignoli ha scelto il grandangolo per dare risalto al lungomare e ha cercato di fotografare tutto nell’arco di tre ore, così che la luce non cambiasse troppo; poi ha definito le figure umane da inserire, tutte a bordo di qualche mezzo di trasporto, dalla bici alla carrozzella, passando per i buffi minitaxi. Perché per Vignoli, diversamente dall’opera di Gabriele Basilico, grande fotografo di architetture, gli edifici non riescono a parlare senza le persone che ci vivono.
A questo proposito, la mostra si completa con una serie di otto fotografie in bianco e nero proiettate in loop, che documentano la vita di strada a Cuba. Non si tratta, però, delle immagini a cui gran parte dei media ci hanno abituato: povertà e squallore, oppure allegria e dignità. Al contrario, gli scorci, i primi piani e i campi lunghi propongono donne, uomini e bambini in atteggiamenti quotidiani, intimi e naturali: fanno il bagno in mare, passeggiano, chiacchierano seduti su un muricciolo.
Spiace che la forza di queste ultime opere sia relegata a pochi secondi dallo scorrere del video, non permettendo di cogliere appieno i particolari, le sfumature e tutti quei dettagli che sono l’essenza della fotografia e che conservano il potere di fermare l’attenzione dell’osservatore per quell’attimo in più, anche di fronte a un’immagine già vista più volte.

La mostra, frutto di sei mesi di lavoro di Vignoli e dei suoi tecnici per riportare nell’opera principale l’effetto di un viaggio a Cuba, prenderà poi la via di altri spazi espositivi, sempre con il sostegno della Galleria Grazia Neri.

chiara ciolfi
mostra visitata il 5 marzo 2009


dal 5 al 19 marzo 2009
Roberto Vignoli – Malecón
a cura di Giorgia Calò
MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Piazzale Aldo Moro, 5 (Università La Sapienza) – 00185 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 10-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0649910365; muslab@uniroma1.it; www.luxflux.org

[exibart]

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  • Abbiamo erroneamente invecchiato Roberto Vignoli di 5 anni e l'abbiamo trasferito in Francia... In realtà è nato nel 1958 e vive a Roma. Ci scusiamo con l'interessato e coi lettori.

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