…o perché Gaspare stesso è ritenuto dalla critica l’iniziatore del genere della veduta? La mostra al Chiostro del Bramante vuole fugare ogni incertezza e conferire a questo personaggio un adeguato riconoscimento, raccontandone la storia a partire dalla sua arte.
Il critico Giuliano Briganti, nel 1966, gli dedicò un’esile monografia, che in poche pagine cerca di individuare le peculiarità della sua pittura. Questo testo, così come i pochi altri scritti di epoche successive, sono stati oggetto di analisi delle due curatrici Laura Laureati e Ludovica Trezzani, che, attraverso un’accurata rilettura, hanno rilevato le innovazioni della pittura di
Gaspare Vanvitelli, secondo Briganti, inventando il formato orizzontale del dipinto, giunse a creare composizioni, non più incentrate sul singolo monumento, ma vedute d’insieme in cui scompare ogni ordine gerarchico, in favore di uno sguardo più realistico in cui tutto assume la stessa importanza: dal palazzo, alla piazza, ai motivi di sapore più popolare.
In realtà la questione sembra essere di più vasta portata, l’intento di Vanvitelli non è meramente iconografico, né stilistico, ma progettuale. La differenza sostanziale, che fa di lui il padre del vedutismo rispetto alla precedente produzione dei veneziani, è l’adozione di una visione basata sulla camera ottica, di derivazione olandese, anziché prospettica. La scelta del formato orizzontale è quindi una conseguenza e nasce da un approccio alla realtà già illuminista, attraverso l’uso di strumenti ottici di nuova invenzione, quali la camera oscura.
L’esposizione documenta la sua vivacità pittorica e
Molte delle vedute esposte sono dedicate a Roma, al paesaggio urbano lungo le rive del Tevere, ai dintorni; altri documentano i suoi viaggi in Lombardia, passando per Venezia, Firenze, Bologna.
Dal 28 febbraio fino al 18 maggio 2003, la mostra sarà ospitata nel Museo Correr di Venezia; nel corso della presentazione alla stampa è stata annunciata la possibilità di un ulteriore appuntamento alla Reggia di Caserta, dove l’opera del padre, Gaspar Van Wittel, si ricongiungerà alla splendida architettura del figlio Luigi Vanvitelli.
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