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fino al 2.II.2008 | Aurelio Bulzatti | Roma, A.A.M.

di - 8 Gennaio 2008
Aurelio Bulzatti (Argenta, 1954; vive a Roma e Bologna), pittore di matrice accademica, disegna, prepara bozzetti e poi dipinge, intingendo con la dovuta lentezza il pennello nella tavolozza dei colori a olio, brillanti. “Dagli anni ’80 ho deciso di riprendere la pittura, la prospettiva, la narrazione, di uscire dalla pittura concettuale”, spiega Bulzatti. “Tuttora ragiono solo in termini pittorici e di rappresentazione. Che sia un quadro del Cinquecento a darmi uno spunto o un’immagine presa da un film, non c’è alcuna differenza. Recupero dove vanno le idee, dove c’è qualcosa che ritengo interessante. La cosa importante è reinventarsi tutto nella verità-visione del quadro”.
In mostra, un ciclo realizzato tra il 2004 e il 2007. Il titolo, Fuori luogo, allude ai soggetti spiazzanti delle opere: “Gli stessi cassonetti sono fuori luogo, gli immigrati sono fuori luogo, i mistici sono fuori luogo…”. Ad aprire il percorso, le quattro grandi tele con i cassonetti, talvolta associati a personaggi intenti a rovistare nella spazzatura, catturati in tutta la loro dignità umana. Non c’è alcuna volontà di denuncia, che sia degrado sociale o ambientale, da parte dell’autore, che piuttosto descrive un’immagine così come gli balza agli occhi quotidianamente.
Nulla è improvvisato nella sua pittura. Bulzatti studia meticolosamente luci, colori, atmosfere prima di avventurarsi nella stesura definitiva. Trittico berlinese (2007), ad esempio, è esposto sia nella forma definitiva che in quella preparatoria. In quest’opera, la narrazione si svolge in maniera autonoma in ogni parte del trittico. Tre storie ambientate in un presunto centro commerciale, in cui si compenetrano spazi e situazioni. Sulla sinistra una donna dai tratti orientali è colta nell’attimo in cui sta prendendo una tazza di the: “Come un fotogramma di Antonioni, magari ‘L’eclisse’, dove tutti si bloccano senza motivo”. L’ideogramma cinese alle sue spalle è un omaggio al cinema orientale, in particolare al regista Hou Hsiao-hsien: “L’Oriente, del resto, è il nostro futuro”. Al centro, una ragazza in jeans entra nel cassonetto, mentre al primo piano dell’edificio la gente è intenta a chiacchierare seduta ai tavolini di un locale. La terza scena vede la prosecuzione della situazione precedente, al piano superiore dell’edificio, mentre all’ingresso un uomo seduto a terra- “potrebbe essere un mendicante ma anche un mistico”- chiede l’elemosina.
Tra le opere in mostra, anche Tre mistici e Immigrati: nella prima, tre personaggi diversi, ognuno preso dalle proprie riflessioni, sono raccolti intorno a un centro non ben definito; la seconda inquadra due personaggi orientali appena arrivati in un qualsivoglia luogo dell’Occidente che, avvolti negli abiti della cultura d’origine, portano con sé il proprio background
Non ragiono né per concetti, né per logiche”, conclude Bulzatti, “tutto per me deve funzionare per l’effetto del quadro”.

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manuela de leonardis
mostra visitata il 3 dicembre 2007


dal 3 dicembre 2007 al 2 febbraio 2008
Aurelio Bulzatti – Fuori luogo
a cura di Francesco Moschini e Gabriel Vaduva
A.A.M. – Architettura Arte Moderna
Via dei Banchi Vecchi, 61 – 00186 Roma
Orario: tutti i giorni ore 16-20
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0668307537; fax +39 064815807; info@aamgalleria.it; www.aamgalleria.it

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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