Categorie: roma

fino al 22.III.2009 | Bruno Munari | Roma, Museo dell’Ara Pacis

di - 22 Ottobre 2008
Nel linguaggio, l’impalcatura fondamentale è la grammatica: privi di una declinazione esatta, i verbi non si accorderebbero con le parole e la frase apparirebbe incomprensibile. O potremmo dire, invece, che aprirebbe ad altri significati: mostrando i suoi limiti, è come se scavasse un tunnel verso altre realtà potenziali.
Bruno Munari (Milano, 1907-1998) autorizza simili slittamenti. Gioca con il linguaggio per burlarsi dei ponti tra un significato e il suo referente. Così la sua “macchina” non è una solita macchina, sarà aritmica (1951) o tanto più inutile (1949). Altrove il significato è letterale e l’Olio di lino su lino (1980) corrisponde veramente a delle gocce gettate sul tessuto.
Il percorso che l’Ara Pacis sviluppa intorno a quasi un secolo di biografia d’artista, tra futurismo, industrial design e arte cinetica, è anche la biografia dell’Italia che cambia. I manifesti Campari, il Posacenere Cubo, le Lampade Falkland sono simbolo di un’estetica della superficie che la modernizzazione esigeva come propria bandiera. L’esprit du temps era quello di un consumismo post-bellico che autorizzava il possesso, l’oggettualità più che l’ideologia. Cambiano i rapporti che si hanno con le cose. Un libro può rendersi illeggibile e continuare a essere tale, o forse no. Rimane una domanda che scava quel tunnel. Può anche darsi che sia solo superficie, da accarezzare ad esempio, come la Tavola Tattile (1931). Le forchette di Munari parlano: rinviano alla gestualità italica e strappano sorrisi ai visitatori.

Togliere e semplificare è il motto dell’artista, perché “pensare equivale a confondersi“, dunque la semplificazione indotta dalla linea grafica di un bozzetto, la leggerezza delle installazioni di carta, la campitura piatta dei suoi oli Negativo-Positivo concorrono alla ricerca di “un arcobaleno di profilo“. E dove anche il profilo è una linea che si staglia su uno sfondo, per Munari è confine aperto e non contorno racchiudente.
L’atmosfera che l’Ara Pacis regala è quella che ci avvicina al mondo di Antoine de Saint-Exupéry o di Sir J. M. Barrie, perché il Munari-padre è forse l’anima più presente in mostra. Numerose le opere che illustrano il metodo sperimentale, la didattica aperta alla scoperta individuale dell’opera. Dagli archivi radio Rtsi risuona la voce dello stesso che racconta aneddoti come fossero favole della buonanotte. Quando l’idea si fa opera concreta, è allora che ridiventa idea: al Piccolo Principe quanto al Peter Pan s’insegna che due punti e una riga fanno un viso, guardiamo negli occhi i nostri Antenati, che la linea è un orizzonte dove dietro c’è dell’altro, che il tempo si può confondere, Ora X, e che con la verdura si possono far dei timbri.

L’organizzazione della rassegna per aree tematiche si lascia comprendere a posteriori, tornati a mente adulta, che la mostra nel suo corso ha obbligato a mettere da parte. L’arte è bidirezionale e soprattutto dona un’eredità importante, quella della fantasia e della creatività. L’esposizione fa altrettanto, lasciando che il visitatore giri ogni angolo come scarti un dono natalizio. L’arte di Munari esige curiosi e sognatori. I bambini possono insegnarci qualcosa.

articoli correlati
Bruno Munari a Urbino
video correlati
Il video della mostra a Sassuolo

chiara li volti
mostra visitata il 14 ottobre 2008


dall’otto ottobre 2008 al 22 marzo 2009
Bruno Munari
a cura di Beppe Finessi e Marco Meneguzzo
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (zona piazza Augusto Imperatore) – 00186 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 9-19
Ingresso: intero € 8; ridotto € 6
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel. +39 0682059127; info@arapacis.it; www.arapacis.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Nella metro di Roma è apparsa un’installazione sul tema del rapporto tra guerra e normalità

L'artista Ciriaco Campus rielabora immagini urbane segnate da presenze belliche, interrogando un presente che normalizza la minaccia: l'installazione nei vagoni…

27 Marzo 2026 12:30
  • Libri ed editoria

Hill of Desires è il nuovo progetto editoriale sulla ruralità contemporanea

Dalle aree interne alle geografie del sistema dell’arte: Hill of Desires raccoglie pratiche, riflessioni e genealogie artistiche legate al rurale.…

27 Marzo 2026 11:30
  • Mostre

Quando il frammento diventa forma: una mostra tra Firenze e Washington

Oltre 70 opere, dall'antichitĂ  al contemporaneo, per raccontare l'estetica del frammento, tra iconoclastia, guerre, vandalismo: la mostra viaggerĂ  da Palazzo…

27 Marzo 2026 10:30
  • Progetti e iniziative

Art in Transition: al MAMbo chiude un anno di lavoro tra pratiche artistiche e nuove tecnologie

Al museo MAMbo di Bologna, il progetto Art in Transition presenta i risultati di un anno di ricerca e lavoro,…

27 Marzo 2026 9:30
  • AttualitĂ 

Dalla gestione Santanchè all’interim Meloni: il Turismo in una fase critica

Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, Giorgia Meloni ha assunto l’interim del Turismo. Ma il passaggio evidenzia criticitĂ  pregresse e…

27 Marzo 2026 1:19
  • Mostre

Un’italiana a Berlino: la mostra di Giulia Andreani all’Hamburger Bahnhof

L'Hamburger Bahnhof di Berlino presenta "Sabotage", personale di Giulia Andreani visitabile fino al prossimo 13 settembre: un'esposizione che riunisce 36…

27 Marzo 2026 0:02