Artista romana ma di origini lombarde, Chiara (Varese, 1976) torna dopo più di due anni ad allestire una personale alla Galleria del Mascherino. L’evoluzione dell’operato artistico di Chiara, a partire dal 1999 attraverso una lunga sequela di importanti collettive, non fa che confermare i temi centrali del suo lavoro: una particolare attenzione al mondo dei media (non solo – come molti suoi colleghi romani – a livello di supporto ma anche e soprattutto nel contenuto); un lavoro costante sulla memoria e sull’immaginario diffuso; una critica sottile, pungente, spesso malinconica alle squallide e false dinamiche mediatiche.
Le opere esposte nelle due sale del Mascherino, perseguono tale impianto teorico presentandosi ora su supporto fotografico ora come oggetti di packaging industriale. Un allestimento volutamente carico e ridondante si dipana tra le foto cibachrome degli alter-ego Chiara-Infermiera, Chiara-Sciatrice fino all’ultimo progetto Chiara-Pescatrice; in un giubileo di ammiccamenti anacronistici e brand improbabili. A corredo sono esposti gli immancabili Accessori-Chiara, simpatici pacchetti zeppi di oggettistica trash che, facendo il verso a pluri-rodate tecniche di vendita, strizzano l’occhio a temi quali il branding, il marketing, il consumismo del superfluo, la pubblicità. L’insolito packaging d’artista assume una valenza ancora maggiore se ne consideriamo l’unicità: elementi che siamo avvezzi a vedere in serie, costituiscono ora uno spiazzante unicum da esposizione. Le forme più futili e superflue del commercio entrano in galleria. L’estetica dei lavori è, a seconda dei cicli, ‘pop’ o ‘anni ’80’ o ‘boom economico’; si tratta in ogni caso di un’istantanea della comunicazione pubblicitaria mai attuale, mai utilizzabile per reali scopi commerciali, mai riconducibile alle strategie comunicative di oggi. Come dicevamo dunque il lavoro è marcatamente anacronistico, basato sulla memoria. Per questi e per altri motivi ci sentiamo di sottoscrivere le conclusioni del testo in catalogo che legano la ricerca dell’artista venticinquenne ad una dimensione ironica e disincantata.
Le immagini prodotte da Chiara sono, a nostro avviso, leggerissimi cortocircuiti volti a riattivare elementi di immaginario visivo latenti nella memoria di ciascuno; l’artista propone la sua singolare messinscena orchestrando una critica sottile, e per questo efficace, ai più frequenti vizi del media system. Un pizzico di gusto retrò, poi, completa il menu.
articoli correlati
Art File alla Pescheria di Pesaro
link correlati
www.thanitart.com/chiara
massimiliano tonelli
mostra vista il 12 gennaio 2002
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…
Al Piccolo Teatro di Milano, Łukasz Twarkowski porta in scena Oracle, uno spettacolo visionario, che parte dalla biografia di Alan…
Il Taipei Fine Arts Museum ha nominato Cecilia Alemani come curatrice della Taipei Biennial 2027, una delle più importanti manifestazioni…
Si è spenta a Parigi, a 56 anni, Marjane Satrapi: fumettista, regista e illustratrice, autrice del celeberrimo Persepolis, ha raccontato…
Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono le forze per una grande mostra diffusa dedicata a Marisa Merz, in…