Categorie: roma

fino al 23.II.2008 | Andrzej Tobis | Roma, Unosunove

di - 22 Febbraio 2008
Il suo nuovo progetto artistico sembra essere un coraggioso voltafaccia al suo modo di fare arte”. Se il fulmineo giudizio, apparso sulla rivista polacca “nn6t magazine”, delinea in maniera immediata la svolta personale occorsa nell’opera di Andrzej Tobis (Wielun, 1970), artista polacco docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Katowice, l’osservazione delle centocinquanta immagini fotografiche che compongono la sua personale alla galleria Unosunove s’impone come un’esperienza di notevole impatto estetico e concettuale, per molti versi sconcertante.
A partire da un curioso dizionario illustrato polacco-tedesco stampato a Lipsia nel 1954, composto di migliaia di voci organizzate secondo criteri ai nostri occhi incomprensibili e con aspirazioni universali, attraverso l’impiego di una semplice macchina fotografica digitale, Tobis è infatti venuto realizzando negli ultimi anni un atlante immaginale sconfinato, dalle possibilità di proliferazione virtualmente infinite.
Ogni fotografia si associa a un lemma e viene presentata con una cornice che ricorda i riquadri didattici in uso nelle scuole e negli uffici della Polonia ai tempi del regime comunista. All’interno di questa struttura apparentemente asettica e burocratica, Tobis procede a una grandiosa operazione di ridefinizione immaginaria, idealmente assimilabile alle invenzioni classificatorie di certi testi di Danilo Kiš o Borges, e dove le immagini si caricano di una straordinaria energia narrativa. Nessuno degli scatti, infatti, trova una relazione didascalica immediata, ma l’intera opera si regge su una sorta di scarto intellettuale tra l’oggetto dichiarato della rappresentazione e tale rappresentazione (la voce “tramonto” è associata al disco di una cisterna arrugginita, “l’alpinista” corrisponde a un enigmatico uomo appeso al cornicione di un palazzo, e così via).
Di fatto, le immagini dimostrano con lampante evidenza come ogni cosa faccia parte di un universo più vasto e incontenibile, rispetto al quale la selezione s’afferma (come nel caso del Bildwörterbuch di partenza) atto gratuito e arbitrario, sostanzialmente autoritario, oppure come un concentrato atto d’attenzione.
Soprattutto, nel dizionario visivo di Tobis ogni immagine si propone quale universo in sé. Frammento di una storia più vasta e al tempo stesso sguardo su una cronaca minima, non per questo esso si fa più comprensibile o confortevole: le voci rappresentate sono un pretesto per operazioni semiologiche complesse, dove nulla è ciò che dichiara di essere ma tutto allude, tenendo all’osservatore il bandolo per infinite storie e supposizioni.

Utopica e archivistica, l’operazione dell’artista polacco si afferma così per la non comune generosità inventiva, che resta a sedimentare nell’immaginazione ben dopo la fine della visita alla mostra.

luca arnaudo
mostra visitata il 22 gennaio 2008


dal 22 gennaio al 23 febbraio 2008
Andrzej Tobis – A-Z (Educational Cabinets)
Unosunove Arte Contemporanea – Palazzo Santacroce
Via degli Specchi, 20 (zona largo Argentina) – 00186 Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 10-20; sabato ore 12-20
Info: tel. +39 0697613696; fax +39 0697613810; gallery@unosunove.com; www.unosunove.com

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