Di scena sette artisti, che da tempo si esprimono attraverso la pittura con coerenza, anche quando il dipingere era considerato una forma espressiva inattuale. Presentati in catalogo da Maurizio Calvesi -fu proprio lui tra i primi a scrivere di alcuni di loro agli inizi degli anni Ottanta-, Bartolini, Bulzatti, Di Stasio, Frongia, Gandolfi, Mariani, Marrone presentano ciascuno due olii e un disegno realizzati per l’occasione.
Oggi questi artisti sono considerati dei maestri, dei capiscuola e molti sono i giovani che s’ispirano al loro lavoro, ma quando iniziarono -i primi venticinque anni fa- vennero giudicati “anacronistici” per l’epoca dominata dall’arte concettuale. Molti di loro infatti, sono nati come artisti concettuali e il “concettualismo“ è rimasto nei cromosomi della loro pittura.
“Chiamarli anacronisti allora” –scrive Calvesi –“fu una provocazione. Oggi direi che la loro è un’arte politicamente scorretta”. Fortemente ispirati all’arte rinascimentale, manierista, neoclassica, questi artisti affrontano i temi dell’attualità e riescono a darne una visione quanto mai efficace proprio in quanto di non immediata lettura.
Ubaldo Bartolini (Montappone – Ascoli Piceno, 1944), è –per esempio- un artista concettuale convertito alla pittura. Nelle sue due tele regna la solitudine, espressa da due piccole figure umane: una contempla una distesa di acqua calma, l’altra è posta di fronte ad un’onda minacciosa.
Aurelio Bulzatti (Argenta – Ferrara, 1954), presenta Immigrati: un uomo con la barba accanto ad una donna velata e Nudo, giovane uomo assiso in poltrona. Stefano Di Stasio (Napoli, 1948), invece, ritrae una coppia abbracciata, e come spesso accade nelle sue opere, l’uomo è vestito e la donna è nuda. L’altro lavoro raffigura un uomo sulla cima di un monte, circondato da uccelli neri.
Un uomo colto nell’atto di vomitare sul muso di una cagna nera e una giovane adolescente dalla sguardo impenetrabile e severo sono le opere di Lino Frongia (Montecchio – Reggio Emilia, 1958). Questo artista, il più giovane del gruppo, dotato di una grande capacità pittorica è fortemente influenzato dal 500 italiano e dal 600 nordico. Nelle sue tele ritroviamo citazioni di Rembrandt e Rubens.
Paola Gandolfi (Roma, 1949), è l’unica donna del gruppo e presenta due emblematiche figure femminili: La dottoressa Petrovna che a bocca aperta guarda tre sfere grigie e una donna in piedi nuda che ricorda le sue Maddalene coperte di capelli fino ai piedi come nella celebre statua di Donatello. Surrealismo, sensualità e sessualità sono gli elementi della sua poetica.
Intelligenti ed ironiche le due opere di Carlo Maria Mariani (Roma, 1931): ambedue chiamano in causa il gioco del Lego. Un mattoncino rosso fa da corona ad un giovane che guarda un asino cinto d’alloro; una pioggia di mattoncini rossi “bagna” il capo di un giovane dormiente. Mariani ama sbalordire con inserimenti attuali nelle sue opere di impianto neoclassico e l’effetto finale pare dargli pienamente ragione.
Salvatore Marrone (Palermo, 1948) presenta il ritratto del figlio – uno dei suoi soggetti preferiti – e quello di una giovane donna che emerge dal mare, ponendo l’accento, in modo discreto su temi propri dell’Arte Concettuale.
pierluigi sacconi
mostra visitata il 15 dicembre 2004
È iniziata la prima edizione di Arilica Festival: fino al 24 maggio 2026, Peschiera del Garda ospita un ricco programma…
Dal rapporto con la Germania del dopoguerra ai quadri rovesciati, cinque momenti chiave per conoscere Georg Baselitz e poter leggere…
A New York, il New Museum ha riaperto le porte dopo l'ambizioso progetto di ampliamento firmato da OMA e costato…
Il progetto Selvaggi a Noto nasce da una residenza spontanea e senza finalità produttive in Sicilia: una mostra da Alchemilla,…
Il mio processo nasce sempre da un’urgenza emotiva o da un’immagine mentale improvvisa, quasi sempre non figurativa
C'è tempo fino al 15 aprile per partecipare a Movin’Up, il bando per artisti under 35: contributi per mobilità internazionale…