Categorie: roma

fino al 25.XI.2010 | Kiki Smith | Roma, Lorcan O’Neill

di - 3 Novembre 2010
Quando si parla di
donne è sempre abbastanza difficile individuare confini netti e posizioni
univoche. Perché, nell’immaginario femminile e nel modo di sentire, si fondono
elementi di religiosità e mitologia, a volte accompagnati da un pizzico di
superstizione.

È a questo complesso
mondo che l’artista tedesca di nascita ma naturalizzata americana Kiki Smith (Norimberga, 1954; vive e New York) guarda con sempre rinnovato
interesse. Nonostante il vezzo di affermare che “la mia arte non ha un preciso programma, ma
segue il flusso della vita”, tutti i suoi
lavori rispondono a precise e chiare riflessioni. Se, infatti, si osserva il
suo excursus artistico (lungo vent’anni), facilmente si possono focalizzare i
vari passaggi e step. Dall’iniziale attenzione alla materialità del corpo, con
l’intento di appropriarsi concretamente della struttura umana, indagandone
anche i suoi più viscerali aspetti, è passata a sondare gli aspetti più ideali. Descrivendo così l’essere nella sua completezza.

In questa raggiunta
totalità sono ora investigate le esperienze che l’essere umano compie in
generale nell’arco della sua vita e nello specifico del quotidiano. Perché, “a cinquant’anni, mi sono detta: voglio essere
cittadina e fare tutto quello che è previsto per un adulto
”. Affermazione criptica e sibillina, probabilmente indotta anche dalla
perdita di una cara amica deceduta per cancro, che l’ha comunque guidata a
riflettere sulla creatività (nel suo duplice aspetto di estro e di dare
origine) e sulla transitorietà della vita: “Perché la creatività è qualcosa che fa parte
del nostro Dna, che è dato a tutti
”, spiega ancora Kiki
Smith. “E all’improvviso viene detto quello che si deve fare, come una sorta di
Annunciazione. Per questo lo Spirito Santo espresso come una lampadina
”.

Quella creatività che
ha voluto esprimere anche con la realizzazione di gioielli che per antonomasia
rappresentano il glamour femminile. Lo spettatore, entrando in galleria, è
accolto da disegni di grande formato e da sculture di dimensioni ingrandite,
aventi tutti per soggetto, per l’appunto, la donna e la sua
creatività/maternità. Nella grande scultura Search, una giovane donna, con un sensuale merlettato negligé, lascia poggiare
sulla sua mano un uccellino dal prezioso piumaggio (che per strane associazioni
fa pensare alla pioggia di monete d’oro su Danae). Uccellino che è pronto a
entrare dalla finestra (come nell’installazione Still Flowers, composta da un grande disegno su carta nepalese e da una sedia con
fiori poggiati sopra, traccia dell’avvenuta visita), o che emette dei bagliori
(Visitation of the Bird II), o che si poggia sullo schienale di una sedia ancora vuota (Untitled – Aluminium chair).

E, come in una sorta di riattualizzata Annunciazione, con calorosi
saluti (vedi la scultura Singer in
galleria, e Annunciation nel secondo spazio espositivo all’angolo con via della
Lungara) le donne sono pronte ad accogliere la sempre rinnovata venuta.

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Smith a Milano

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veneziana

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Smith da Lorcan O’Neill nel 2005

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mostra visitata il 23
settembre 2010


dal 23 settembre al 25 novembre 2010

Kiki Smith – Sculptures
and Drawings.
New Works

Galleria Lorcan O’Neill

Via Orti d’Alibert, 1e (zona Trastevere) – 00165 Roma

Orario: da lunedì a venerdì ore 12-20 e sabato ore 14-20

Ingresso libero

Info: tel. +39 0668892980; fax +39 066838832; mail@lorcanoneill.com; www.lorcanoneill.com

[exibart]

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