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fino al 26.IX.2010 | Ingres / Kelly | Roma, Villa Medici

di - 27 Agosto 2010
La mostra più intrigante di questa estate 2010 si deve a
un confronto intellettuale che va avanti da anni tra il neo-direttore
dell’Accademia di Francia Éric de Chassey e il grande artista americano Ellsworth
Kelly
(New York,
1923; vive a Spencertown, New York), intavolato intorno al rapporto
sorprendentemente stretto tra il lavoro di quest’ultimo e quello del gigante
francese dell’Ottocento Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 1780 – Parigi, 1867),
direttore anch’egli a Villa Medici nel periodo dal 1835 al 1841, oltre che
pittore universalmente noto.

In pratica alla sua prima apparizione nel nostro paese,
piuttosto che optare per una retrospettiva canonica, Kelly compie un atto
critico disinvolto ma pregnante, da profondo conoscitore della storia
dell’arte, indicando in Ingres, oltre che un suo punto di riferimento, un
ideale compagno di cordata, lontano dalla propria riflessione soltanto da un
punto di vista storiografico.

Gli tiene bordone de Chassey, che invita il pubblico ad
approcciare questa mostra immergendosi in un’esperienza squisitamente visuale,
lungo un percorso allestitivo ripartito per artista e per sezioni tematiche,
anziché strutturato cronologicamente in base ai momenti di realizzazione delle
singole opere.

Salienti e incontrovertibili risultano in effetti i punti
di contatto tra queste due figure di spicco della storia dell’arte degli ultimi
due secoli, ambiti temporali che solo per comodità vengono considerati
nettamente scissi anche sul piano dei contenuti, essendo invece chiaramente
possibile rinvenire anticipazioni dell’arte novecentesca prima dello scoccare
dell’anno zero.

In questo senso, Ingres è addirittura un proto-modernista
(nel senso greenberghiano), poiché se per un verso si riallaccia scopertamente
a Raffaello,
d’altro canto con le sue opere più importanti e meno retoriche si incarica
altresì di sottoporre la visione a un riduzionismo formale senza precedenti,
nel tentativo di espungere dal quadro, in un colpo solo, la narratività
scenica, la pennellata impulsiva e la soggettività psicologica.

In buona sostanza e malgrado il secolo e più che li
divide, sia a Ingres che a Kelly interessa distillare il dato visivo e
pervenire a una monumentalità ieratica e autosufficiente della forma, senza
allontanarsi dal piano pittorico in quanto superficie. Ingres lo fa
pionieristicamente, mostrando un’attitudine da collagista ante litteram; Kelly
più consapevolmente, in linea con l’estetica analitica del suo tempo,
presentando la cosiddetta integrity of picture plain in termini espliciti.

Il gran numero di disegni presenti in mostra, compresi
alcuni ritratti realizzati in gioventù da Kelly ed esposti per la prima volta
in questa occasione, non attenua ma anzi approfondisce l’impatto offerto dalla
prima sala, l’unica in cui sono visibili contemporaneamente opere di entrambi
gli artisti, ovvero due dipinti (più due cartoni) del grande francese e un
recentissimo lavoro a pannelli sovrapposti del maestro americano, tratto dalla
serie Curves in Relief, del 2009.

pericle guaglianone

mostra visitata il 18 giugno 2010


dal
19 giugno al 26 settembre 2010

Jean-Auguste-Dominique
Ingres / Ellsworth Kelly

a
cura di Eric de Chassey

Villa Medici – Accademia di Francia

Viale Trinità dei Monti, 1 (zona piazza di Spagna) – 00187 Roma

Orario: da martedì a domenica ore 11-19

Ingresso: intero € 8; ridotto € 5

Catalogo Drago

Info: tel. +39 06676291; fax +39 066761243; stampa@villamedici.it; www.villamedici.it

[exibart]

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