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fino al 27.II.2005 | De Nittis. Impressionista italiano | Roma, Chiostro del Bramante

di - 4 Gennaio 2005

Giuseppe De Nittis (Barletta, 1836–Parigi 1884) “impressionista italiano”. Renato Miracco (che della mostra è curatore) ne ha inteso così “storicizzare il momento in cui è vissuto e tentare di rintracciare dei flussi di conoscenza, di influenza (…)”, sebbene Peppino sia stato molto di più: già nel 1914, “meridionale al sud, francese a Parigi, londinese a Londra” per Vittorio Pica.
Una peculiarità, l’adattabilità alle suggestioni dei luoghi ed alle relative innovazioni stilistiche, esaltata dall’esposizione romana -180 dipinti e circa 25 opere su carta, in prevalenza provenienti dal legato De Nittis donato alla Pinacoteca Comunale di Barletta dalla moglie e modella Lèontine Grouvelle- che si snoda per sezioni secondo un percorso non cronologico dove l’unico assente è il De Nittis alla “moda Fortuny”.
Sono esposti per la prima volta gli olii del ‘64-’66, testimonianze della pittura en plein air dei soggiorni nell’antiaccademica “Repubblica di Portici” dove fu affascinato dal chiarismo di Gigante più che dal naturalismo lezioso dei Palizzi. Insoliti i paesaggi rurali dal formato oblungo e dalla materia opaca di ispirazione macchiaiola e l’interessante saggio dalle settanta opere dedicate all’eruzione del Vesuvio del ’72: vi domina il “controluce” che preferirà per i ritratti femminili della dimensione domestica.
Immancabile Parigi, l’ambiente reazionario dei Salon (in mostra La strada da Napoli a Brindisi del ’72, conosciuta come La Strada da Brindisi a Barletta, assente da sempre dalla scena espositiva) e quello rivoluzionario degli impressionisti di Nadar: il “pittore delle parigine” raffigura gli ippodromi come i salotti più lussuosi, soffermandosi sulla luce artificiale e radente (Salotto della Principessa Matilde), sedotto spesso dalla “musa” giapponese e dalla ritrattistica di matrice inglese.
I viaggi diventano spunti atmosferici: il “pittore dei grigi” rende la bruma londinese con toni abbassati e studia la luce naturale su Westminister come il Monet delle “cattedrali”.

Se nei tagli prospettici delle inquadrature dall’alto s’ispira a Manet (Autoritratto), è chiara la tangenza con Degas nell’uso del pastello (Effetto di neve) -la matrice comune è nella scuola napoletana– e sempre col più reazionario degli impressionisti insieme al meno noto Desboutin, è anche sperimentatore di tecniche calcografiche: esaustivamente sono esposti innovativi monotipi, elaborate acqueforti e fresche puntesecche.
Nell’insieme appare evidente la dicotomia tra le opere su commissione, più mediate nei tagli, dosate, e le opere private, istintive, spesso accennate, vibranti nei toni cromatici, “impressioniste” per l’incisività del segno-colore.
La retrospettiva farà tappa a Milano. Niente di certo per la città natale del pittore, Barletta, dove la Pinacoteca Comunale è priva di un direttore accreditato e la preziosa donazione attende da decenni una sede definitiva ed un allestimento decoroso.

giusy caroppo
vista il 13 dicembre 2004


De Nittis. Impressionista italiano
Roma, Chiostro del Bramante, Via della Pace – 00186
A cura di Renato Miracco
12 novembre 2004 – 27 febbraio 2005
Orari: Tutti i giorni 10,00-19,00; Sabato 10,00-23,00;Domenica 10,00 20,30; Lunedì Chiuso; Mercoledì 8 dicembre 10,00-19,00; Venerdì 24 dicembre 10,00-17,00; Sabato 25 dicembre 16,00-23,00 Domenica 26 dicembre 10,00-19,00; Lunedì 27 dicembre 10,00-19,00; Venerdì 31 dicembre 10,00-17,00; Sabato 1 gennaio 2005 10,00-23,00; Lunedì 3 gennaio 2005 10,00-19,00; Giovedì 6 gennaio 2005 10,00-19,00
Ingresso Intero € 9,00; Ridotto (il martedì per tutti) € 6,00. Escluso i festivi
Gruppo al di sopra di 20 persone € 6,00; Scuole € 4,50
Informazioni 06.68809035; www.chiostrodelbramante.it
Servizi museali – Caffetteria – Bookshop:
Fondazione Foedus, Roma; Fondazione Antonio Mazzotta, Milano
Sponsor: mostra realizzata con il contributo di Siemens; Lottomatica BancaIntesa; Foundation for Italian Art & Culture
Uffici stampa: Chiostro del Bramante: tel. 06.68809035; www.chiostrodelbramante.it; vdemarco@chiostrodelbramante.it
Sveva Fede 336.693767; fattoriadisanfabiano@inwind.it
Fondazione Antonio Mazzotta Alessandra Pozzi: t.02.8055803 f.02.8693046; ufficiostampa@mazzotta.it  
Fondazione Foedus: Emanuele Laurenzi, t. 06 36 91 35 05 f. 06 32 35 828; ufficiostampa@mariobaccini.it , www.fondazionefoedus.org


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  • ho visitato la mostra in dicembre e sono rimasta felicemente sorpresa dai limpidi paesaggi di De Nittis, bellissimi, di ascendenza palizziana i primi (per inciso, io non definirei "leziosa" la pittura di Palizzi, qualunque esso sia!)più macchiaioli, i tardi. Affascinanti anche gli interni parigini, specialmente quando mostrati nell'allestimento "a salotto" della sala rossa del chiostro del Bramante. Due parole anche sui ventagli di De Nittis: quelli sono o no esempi di fortunysmo?

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