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Fino al 27.II.2016 | Roberto Fanari, Ferro | White Noise Gallery, Roma

di - 20 Febbraio 2016
Roberto Fanari (classe 1984) è l’artista ospite in queste settimane della galleria romana White Noise con la mostra “Ferro”. Fanari, che ha condotto i suoi studi presso l’istituto d’arte di Oristano e successivamente all’Accedemia di Belle Arti di Sassari, ha avuto ben chiaro sin dall’inizio che la sua principale forma di ricerca doveva essere la scultura, ed è grazie alla realizzazione delle opere eseguite come esercizio durante gli anni in accademia, che è avvenuto il suo incontro con il ferro: più grande sarebbe stato il risultato, più l’anima in ferro contenuta all’interno andava realizzata nel dettaglio. Durante gli anni di studio e scoperta, l’artista coglie nel ferro le sue potenzialità in quanto materiale resistente ed essenziale, equiparabile al tratto leggero della matita da disegno, con cui traccia un universo composto da diversi personaggi che animano lo spazio, lo occupano, lo modificano inesorabilmente.

In mostra alla White Noise vi sono esposti alcuni dei lavori più significativi di Fanari, realizzati nel corso degli ultimi anni, fra i quali La guardia “Il viale dei castagni” (2013), Domenica Mattina (2010) ed i bambini della serie Appello (2014). Sono quest’ultimi senza ombra di dubbio i protagonisti dell’allestimento al piano superiore della galleria, silenziosi ed ubbidienti i bambini – di dimensioni reali – restano seduti sui loro sgabelli, l’artista ne traccia i contorni e descrive i particolari di volti, piedi e braccia, utilizzando il filo di ferro cotto. Alternando i pieni e i vuoti Fanari definisce le fisionomie ed i particolari di piccoli gesti o caratteristiche, come il piedino di una delle bimbe che sembra ciondolare impaziente, e al tempo stesso sottrae le sue creature ad una piena interpretazione: gli spazi vuoti, che spesso coincidono con busto e gambe, sembrano rappresentare la vera ed impenetrabile essenza delle sculture.
La project room al piano inferiore della galleria accoglie un’altra serie di lavori, tra cui la nuova produzione composta da carte di grandi dimensioni incastonate in strutture di metallo, che fanno da cornice. Al ferro si sostituisce il suo corrispettivo bidimensionale, la grafite. L’allestimento della project room – dove sono presenti anche le sculture di piccole dimensioni La pattinatrice, La bagnante e L’atleta (2013), realizzate in resina e filo di ferro cotto – mette in evidenza l’altro interessante aspetto della ricerca di Fanari, incentrato su una sperimentazione di materiali, forme e temi.  Mentre, comune denominatore dell’intero lavoro è senza alcun dubbio la volontà dell’artista di rendere lo spettatore soggetto attivo nei confronti dell’opera, che muta, si modifica, viene plasmata nella forma e nell’interpretazione dalla percezione che di essa ha chi la osserva.
Pia Lauro
mostra visitata il 23 gennaio
Dal 23 gennaio al 27 febbraio 2016
Roberto Fanari, Ferro
White Noise Gallery
via dei Marsi 20, 00185 – Roma
Orari: da martedì al venerdì dalle 12 alle 20, sabato dalle 16 alle 20

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  • Ammazza che tristezza di artista! Ma le mostre della parrocchia quando iniziate a recensirle invece?

  • Invece secondo me, in un'epoca di "digitalizzazione" imperante, hanno un senso molto contemporaneo...

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