C’è in primo luogo la volontà di porre lo spettatore di fronte ad un colore che vale innanzi tutto per sé stesso. Sul ricordo dell’Espressionismo Astratto, di cui Clement Greenberg fu il maggior teorico, la mostra – prima di una lunga serie che contemplerà la presenza di artisti italiani e stranieri chiamati ad interagire con la struttura ospitante – induce ad una contemplazione non fine a sé stessa ma veicolo di riflessione sulle componenti essenziali della pittura . E la mente è lo strumento che la realizza. Dal canto suo il titolo, Color_mind, chiama istintivamente in causa proprio questi due elementi, ma allo stesso tempo induce volentieri anche a voli pindarici, rimandando facilmente all’idea di stati mentali che esplorano mondi lontani e distanti da quanto è suggerito dalla pura visibilità. Nella piccola stanza della galleria – libreria si confrontano, per
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