Categorie: roma

fino al 28.VI.2007 | Margrét Haraldsdóttir Blöndal | Roma, Galleria Alessandra Bonomo

di - 20 Giugno 2007

Entrando nella galleria, la prima sensazione che si ha è che non ci sia nessuna mostra. Piuttosto sembra di trovarsi in un cantiere appena aperto, con gli operai in pausa pranzo. Se non fosse per alcuni quadretti distribuiti con parsimonia sulle pareti, che però sono stati voluti dalla gallerista. L’intenzione era delle migliori: non turbare troppo l’animo del visitatore basic, che si sarebbe trovato eccessivamente spiazzato da quell’impressione iniziale di assoluto nulla. D’altronde, i sunnominati quadretti né aggiungono né tolgono niente al significato dell’insieme voluto dall’artista, che doveva essere dato dalle sole installazioni (o “disegni tridimensionali”, come li chiama lei). È un peccato invece per il visitatore premium al quale, se l’impatto col vuoto desolante della sala fosse stato imposto fino in fondo, la mostra avrebbe regalato con più generosità l’esperienza del vissuto puro. Ed è proprio questa esperienza che ha tentato di ricostruire Margrét Haraldsdóttir Blöndal (Reykiavik, 1970), utilizzando lo strumento fittizio dell’arte, e piegandolo ad una dimensione emozionale che rispetto all’arte viene infinitamente prima.
Il materiale utilizzato a questo scopo è quello comunemente detto “di scarto”: pezzi di camere d’aria, guanti da cucina, stracci, legni, persino uno zerbino bucato. Il tutto ricomposto in modo inaspettato, di primo acchito insignificante, ma che non ci mette molto a gemellarsi con quegli attimi di sospensione del giudizio, di disorientamento, che molti (se non tutti) hanno provato, e dove il senso di ciò che sembrava scontato si dissolve irrimediabilmente. Edmund Husserl, l’inventore della fenomenologia, chiama queste esperienze particolari intenzionalità. L’intenzionalità è il momento in cui ci apriamo alla comunicazione pura da parte dell’altro, persona o cosa che sia, senza l’intralcio di sovrastrutture di significato già codificate.

L’altro allora non ci comunica che una cosa: sé stesso, il suo esserci, la sua pura presenza. Presenza che noi cerchiamo disperatamente di ricollocare in un “orizzonte di senso” definito –o meglio: pre-definito-, pena la follia. E per fortuna, la maggior parte delle volte, ci riusciamo.
A ben vedere, quindi, il materiale utilizzato per ottenere quest’effetto non è da considerarsi tanto “di scarto” rispetto all’uso, ma piuttosto rispetto all’azione. Un’azione che non si riesce a ricostruire, e che lascia interdetti di fronte all’immagine che ci mette davanti agli occhi, estranea da tutto e senza appigli. Ecco allora che le opere si offrono come viatici per rievocare questi momenti fenomenologicamente “epocali”. Là dove l’epoché, per Husserl, è proprio l’istante esatto in cui questa emersione improvvisa si produce, e in cui l’io si rivela perché si rivela un tu. In questo modo, l’esperienza fondativa del tutto si manifesta ab origine e costantemente si ripropone, tutte le volte che una forma si estrania dal contesto e ci riporta in noi stessi, coinvolgendoci nella percezione immediata e non ancora razionalmente consapevole che “noi siamo”.

valeria silvestri
mostra visitata il 5 giugno 2007


dal 28 maggio al 28 giugno 2007 – Margrét Haraldsdóttir Blöndal
Galleria Alessandra Bonomo, Via Del Gesù 62 (zona centro, piazza Venezia)
orario: dal lunedì al sabato 15-19 o su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
ingresso libero – Per informazioni: tel. +39 0669925858
mail@bonomogallery.comwww.bonomogallery.com


[exibart]


Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Pamela Diamante, il Sud come spazio critico e il riscatto delle Invisibili

Pamela Diamante trasforma i dispositivi di potere in strumenti di riscatto sociale: ne parliamo con l’artista pugliese in questa intervista,…

27 Aprile 2026 13:30
  • Progetti e iniziative

Selvatica 2026 a Biella: arte e natura in dialogo, tra autori storici e nuovi talenti

Selvatica 2026 riunisce a Biella artisti e ricercatori per un confronto sul tema del dialogo tra arte e natura: in…

27 Aprile 2026 12:30
  • Archeologia

Pompei, due vittime riemergono dagli scavi: l’IA ricostruisce gli ultimi istanti

Gli scavi a Porta Stabia riportano alla luce due vittime dell’eruzione del 79 dC: una ricostruzione con l'IA apre nuove…

27 Aprile 2026 11:22
  • Progetti e iniziative

La galleria come comunità: a Napoli, Studio Trisorio inaugura un ciclo di dialoghi tra artisti

Aperitivo con gli artisti: lo Studio Trisorio di Napoli avvia un nuovo ciclo di incontri informali, per favorire lo sviluppo…

27 Aprile 2026 10:30
  • Teatro

Klinghoffer, oltre il conflitto: la lezione di John Adams in scena al Maggio

L’opera di John Adams sul caso Achille Lauro va in scena al Maggio Musicale Fiorentino: The Death of Klinghoffer rimane…

27 Aprile 2026 9:18
  • Mostre

A Modena Gate26A ospita le opere di Aleksandr Nuss dove la materia si erode e la luce rivela

Nei 19 metri quadrati dello spazio modenese Aleksandr Nuss propone un'indagine ontologica sulla percezione: l'immagine perde la sua funzione descrittiva…

26 Aprile 2026 21:59