Chi non ha mai ceduto alla tentazione di graffire il proprio nome, o un qualsiasi segno, magari con la chiave della macchina, assorto nei pensieri di una giornata, sulle pareti di un ascensore? Oppure salendo con pacchi e pacchettini, o anche trasportando mobili nel corso di un trasloco, ha lasciato graffi, segni indelebili…è proprio questo il procedimento che l’opera di Enrico Pulsoni ricrea all’interno della Lift Gallery. Una matrice in forma di libro quadrato con quattro spicchi triangolari, che si aprono come petali di fiori astratti è posta su un leggio; un punteruolo legato con uno spago … questo è l’invito ai visitatori a lasciare un segno, ad incidere volontariamente il pannello metallico, partecipando così al completamento dell’opera d’arte. Bambini, adulti, anziani, condomini, visitatori sono tutti invitati ad incidere la pagina bianca di un libro che ci ricorda vagamente il volume delle firme e commenti che troviamo in molti musei e gallerie.
Pulsoni lavora da anni al libro-d’arte/libro-oggetto, divide la superficie in zone che poi assegna ai partecipanti al procedimento artistico; questa volta lo spazio è affidato totalmente e casualmente ai visitatori ed utenti dell’ascensore. Poi, al termine della mostra, i quattro artisti che hanno esposto alla Lift Gallery nel corso del 2001 (Marinaccio, Tabacco, Pulsoni e Pisani) interverranno ognuno su uno spicchio, e infine sarà realizzata una tiratura a stampa della superficie graffita, come testimonianza del ruolo della galleria di Via Tola 42, promotrice di arte e coinvolgimento.
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daniela bruni
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carino il commento del curatore Pino Rosati ... ma perchè è uscito sul pezzo vecchio quando c'è già invece questa mostra nuova?
ma a qualcuno non gli viene la tentazione di lasciare qualche graffito sulle pareti di questo ascensore?