Ispirata alla struttura carceraria di Regina Coeli situata nei pressi di Volume!, Jorge Peris (Alzira, Valencia, 1969) costruisce un’opera che gioca sul controllo dello spettatore e sul senso di oppressione che esso innesca. Lo spazio architettonico della galleria è lasciato com’è senza subire ulteriori modifiche (come solitamente accade) ma il percorso del visitatore è condizionato da due pareti di vetro che ne incanalano il percorso forzandolo a seguire una determinata direzione in un determinato senso di marcia. Tra fastidiosi e continui rumori che provengono da casse poste dietro le pareti vetrate, ma di cui non si conosce la fonte, il corridoio – specie di incubazione o tragitto iniziatico – conduce ad uno spazio in cui è proiettato un video. Vi è raffigurata una stanza vuota ed asettica le cui pareti bianche, perfettamente lisce ed intonacate, rimandano idealmente al contesto di una comune galleria d’arte. Il fragore cresce e diventa un rombo assordante che trova giustificazione nel video, dove la immobile tranquillità dell’ambiente è totalmente stravolta dalla visione delle pareti che cadono a terra una dopo l’altra. Lo spazio di Volume! sembra ciò che resta a distruzione ultimata. La presenza dell’osservatore pare necessaria ma scomoda, del resto il titolo stesso della mostra, Jorge Peris vs Volume!,
articoli correlati
patate e decadenza, una performance di Maurizio Savini
Francoise Morellet a Volume!
Jorge Peris tra gli artisti di ExIt – Nuove geografie della creatività italiana. Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
matilde martinetti
mostra visitata il 2.II.2003
Cecilia Vicuña trasforma la Manica Lunga del Castello di Rivoli in un paesaggio di lana e memoria: cento metri di…
Fino al 18 ottobre, Il Mart presenta per la prima volta in Italia una delle maggiori collezioni private monografiche al…
Un hub di 8.000 metri quadrati aperto 365 giorni all'anno, destinato a imporsi come il centro di ricerca sulle arti…
Per gli 80 anni della Repubblica, il duo Afterall presenta a Modena una installazione sonora nata da un processo partecipativo:…
Trentacinque opere tra Minimalismo, Arte Povera e astrazione del dopoguerra raccontano il gusto rigoroso dei due collezionisti. E le loro…
A Bergamo il festival Up To You sperimenta una direzione artistica partecipata: giovani curatori e professionisti costruiscono insieme - e…