…che nulla ha da invidiare a quelli delle gallerie d’arte. Sabato sera un fiume di gente saliva per le scale del palazzo di via Tola, faceva la fila per entrare nel piccolo ascensore dai lati sghembi, si aggirava con curiosità tra porte degli appartamenti. Si respirava un’atmosfera di partecipazione, proprio come Marco Baroncelli avrebbe auspicato. Perché il lavoro di Baroncelli, realizzato appositamente per l’anomala galleria romana, è un lavoro di condivisione ed interazione, svolto fianco a fianco degli abitanti del palazzo ai quali ha chiesto di raccontare le loro storie, far riaffiorare memorie lontane. Scegliendo delle
All’interno dell’ascensore insieme ad una serie di fotografie si trova una piccola richiesta di partecipazione (per nulla simile ai minacciosi foglietti di avvertimento lasciati solitamente dagli amministratori!), che invita i condomini di ogni pianerottolo ad arricchire l’opera (composta da sei immagini in verticale, corrispondenti alle sei fermate dell’ascensore) aggiungendo fotografie scelte tra quelle donate dall’artista. Ed ecco che, gradino dopo gradino, Concerto per piani prende forma: lì dove c’era un semplice biadesivo compare un’immagine, e poi un’altra, fino a creare un mosaico di colori e forme diversissime, con un unico elemento in comune: la collaborazione tra l’artista ed il suo pubblico e la profonda comprensione dello spirito di un luogo. Che – prima di essere una galleria d’arte sui generis – è un luogo d’incontro e di scambio.
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