La mostra nasce dal ritrovamento, nella Collezione Maggi a Zurigo, della Primaveradi De Carolis, realizzata a Firenze nel 1903 ed esposta lo stesso anno alla Biennale di Venezia e nuovamente nel ’29 in una mostra commemorativa a un anno dalla morte dell’artista, presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma. Dopo circa settant’anni, la Nuova Galleria Campo dei Fiori presenta l’opera al pubblico in tutto il suo vibrante splendore.
L’appuntamento alla Galleria di Lela Djokic ci offre come sempre una nuova occasione di approfondimento su un protagonista dell’arte italiana tra fine Ottocento e inizio Novecento: Adolfo De Carolis .
Di origine marchigiana si formò prima a Bologna e poi a Roma, dove frequentò gli artisti del Caffè Greco e del cenacolo “In Arte Libertas” capeggiati da Giovanni Costa; seguaci e ammiratori del Preraffaellismo inglese la loro ricerca artistica era volta a tradurre in pittura la poesia. Negli anni ’90 De Carolis fece suoi questi presupposti e in particolar modo l’estetismo elitario, la magia e la musicalità dei versi di D’Annunzio, il Preraffaellismo tardo; mise la sua arte al servizio della rappresentazione di una bellezza rara e armoniosa, vagamente malinconica, di una visione animistica della natura pervasa di echi simbolisti. Nel 1911 ricevette l’incarico di decorare il Salone del Palazzo del Podestà a Bologna cui si dedicò per tutta la vita e che non riuscì a completare. Eccellente anche la sua attività di illustratore di cui sono testimonianza le xilografie per le riviste fiorentine “Leonardo”, “Hermes” e “Il Regno ” e le decorazioni realizzate per i volumi di D’Annunzio.
Il dipinto, protagonista della mostra, raffigura una giovane donna immersa in un prato fiorito. Ai lati della figura due angeli annunciano l’arrivo della primavera a suon di tromba. L’esposizione è completata da dipinti, xilografia, lettere e fotografie.
Il catalogo comprende un saggio di Emanuele Bardazzi che approfondisce il periodo fiorentino dell’artista e la “Primavera” che realizzò in quegli anni. E’ completato dal carteggio che De Carolis intrattenne, tra il 1915 e 1927, con il pittore e incisore Giovanni Guerrini (1887-1972).
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