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Fino al 3.V.2014 | Roma: Elettri Città | Abel Herrero | Galleria z2o Sara Zanin, Roma

di - 1 Maggio 2014
Nel corso della storia dell’arte, in epoche anche molto lontane, diversi artisti hanno scelto di raccontare la natura. A partire dall’idea di mimesi del reale, fino alle installazioni ambientali dei protagonisti della Land Art, l’idea di lasciare che le forze della natura riflettano il rapporto tra uomo e realtà e l’interiorità dell’uomo stesso, appartiene agli artisti di ogni tempo.
Dopo la sua ultima personale – a cura di Bruno Corà presso i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, dal titolo Invasi Abel Herrero presenta una serie di lavori interamente dedicati alla Città Eterna. Negli spazi della Galleria z2o – Sara Zanin l’artista porta avanti la propria riflessione sull’immagine, che si declina in quel passaggio fra figurazione e astrazione che lo caratterizza.

Dal trambusto cittadino, nel passaggio esterno-interno, l’incontro con il silenzio, nell’algido allestimento di monocromi l’incontro con una forza dirompente. Ispirato dalla pratica artistica di Joseph Kosuth e dall’esperienza di Walter De Maria – recentemente scomparso e al quale la mostra è dedicata – il The Lightening demariano nell’interpretazione di Herrero diventa espressione visiva del concetto di forma.
Roma: Elettri Città, un titolo che riconduce, in primo luogo, alla forza elettrica della natura. Dopo aver raccontato intime e silenziose passeggiate fra i canneti, nuvole pronte per un temporale e distese d’acqua sulle pareti asciutte in pietra dei Chiostri a Reggio Emilia, per il progetto presentato nella Capitale  pioggia e fulmini sono i protagonisti delle grandi tele scure. Questi si fanno stratificazioni a più livelli di significato: se, da una parte, sono una sovrapposizione pittorica lineare e minimalista nell’essenzialità del bianco e nero, dall’altra sono la raccolta d’acqua e dei flussi energetici sprigionati all’interno delle sue opere.
Roma: Elettri Città: una città, quella di Roma, che è stratificazione di energie e di tempo, di passate storie che si fondono e si raccontano attraverso vestigia, oggetti, ornamenti. Tempo incarnato nei grandi vasi in marmo nero, chiaro rimando all’epoca archeologica. Nei tempi del grande trionfo de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, la presenza del classico sembra parlare della stessa denuncia del regista, quella di una città tanto bella quanto deteriorata, trascurata, a suo modo dimenticata. Nell’installazione site-specific dal titolo Stalattite una grande macchia sul soffitto ben si presta a rappresentare figurativamente quell’elettricità che, incamerata dal grande contenitore, si trasforma in musica. Come intermediazione tra cielo e terra, tra energia e uomo, i Vasi comunicanti sono molto di più che oggetti silenziosi. Elettricità, infine, espressa in forma sonora attraverso i due lettori mp3 presenti all’interno delle sale: grazie alla registrazione di suoni campionati, nella città di Roma e non solo, il visitatore viene accompagnato nel proprio incontro con le opere attraverso l’isolamento acustico voluto dall’artista. La Roma della classicità passata si trasforma in quella colonna sonora che caratterizza lo spazio urbanizzato, affollato, elettrico della contemporaneità.
Alessandra Caldarelli
mostra visitata il 29 marzo 2014
dal 19 marzo al 3 maggio 2014
Roma: Elettri Città
Abel Herrero
Z2O – Sara Zanin
Via della Vetrina, 21 – Roma
Orari: martedì – sabato 11.00 – 19.00 e su appuntamento

Nata a Roma nel 1988, consegue la laurea magistrale in Storia dell'Arte nel 2012 presso Università degli Studi di Roma La Sapienza. Dopo aver fatto diverse esperienze nel campo, dalla didattica e mediazione presso il MAXXI all'esperienza in galleria tra Roma (1/9unosunove) e Parigi (Galerie Antoine Levi), nel 2014 è assistente al coordinamento delle gallerie partecipanti ad Artissima a Torino. Oggi si sta formando per diventare Registrar. Collabora con Exibart dal 2012 e da un anno anche con INSIDE ART. Scrivere è da sempre la sua passione.

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