E’ una vera e propria retrospettiva la mostra di R.C. Horsch. Cinquantadue fotografie in bianco e nero e a colori scattate dall’artista americano (Strasburg, Pennsylvania 1939) dagli anni’ 60 ad oggi. Erotismo, pornografia soft e hard, violenza, autodistruzione, morte vera o presunta. Queste le fonti di ispirazione di Horsch, che a 66 anni non demorde, anzi sembra sempre più attirato da situazioni estreme, che cattura in immagini di straordinario livello tecnico. Immagini che cercano di superare ogni limite, toccando perverso, macabro e blasfemo. “Non faccio che seguire ciò che mi detta l’anima, che mi dice l’istinto -dichiara ad Exibart- io non lavoro con il cervello, ma con il cazzo, e finché potrò andrò sempre più avanti… fino in fondo”.
Le fotografie esposte sono frutto di una selezione effettuata da Luis e Theresa de la Cruz, curatori delle due grandi mostre (197 immagini) dedicate a Horsch nel 2003 a Las Vegas e a Los Angeles. Una vera e propria via crucis, che inizia con foto romantiche e vagamente erotiche per finire con quanto di più eccessivo e disturbante si possa immaginare.
Horsch, oltre che fotografo e regista, è stato anche compositore, porno-performer, pilota di volo acrobatico, disertore (per non andare in Vietnam), agitatore politico, produttore di droghe, dottore in chimica, fisica e ingegneria elettronica. E’ una vita spericolata, la sua. In passato è stato testimone e protagonista della scena decadente newyorkese, ambiente di cui ha documentato con maestria gli aspetti meno noti e meno edificanti. Sono sue le immagini scattate tra i clienti del Voult, il locale sadomaso più famoso di Manhattan, ormai
Oggi Horsch lavora nella sua vecchia e cadente casa di famiglia, nel cui scantinato ha allestito un set molto speciale per fotografare e riprendere donne di ogni tipo, dopo averle umiliate, sacrificate, e rese prive di volontà. “E’ li che la mia arte e la mia mente sono ossessivamente trascinate. Sono impaurito, terrorizzato perché non so dove tutto ciò mi porterà”.
Questa retrospettiva, la prima in Europa, è stata organizzata dal suo amico e produttore Michele Capozzi, che si definisce a sua volta pornografo ed esploratore urbano, e sarà proprio grazie a Capozzi se le foto di Horsch potranno presto sfidare la prouderie cinese con una grande mostra a Shangai.
Ma concludiamo con una nota di colore. Per scaldare l’atmosfera, ammesso che ce ne fosse bisogno, il giorno dell’inaugurazione chi si fosse presentato meno vestito avrebbe avuto in dono una stampa fotografica di Horsch. Si sono visti molti vestiti sexy e alcuni visitatori completamente nudi hanno suscitato sorpresa e divertimento, creando una sorta di osmosi tra il bizzarro pubblico e i soggetti delle foto, un’atmosfera molto apprezzata dall’artista.
pierluigi sacconi
mostra visitata il 1 ottobre 2005
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Il mio processo nasce sempre da un’urgenza emotiva o da un’immagine mentale improvvisa, quasi sempre non figurativa
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E' sicuramente uno Scorpione.
grande Ando! La tua considerazione su 'sto Horsch del c**** non fa una grinza, avrei voluto scrivere io un commento così, ma mi hai anticipato. Ripeto, grande!
Se questo Horsh fosse nato e avesse lavorato in Italia sarebbe quello che è da sempre: diciamo un impiegato sereno e traquillo nel comune di un poese come il mio (78 abitanti)e noi gli vorremmo anche bene. E forse come impiegato comunale lavorerebbe con il cervello e non con il c... e alla sua età lo userebbe per fare pipì. Grande bello ma anche triste paese l'America dove si può fare di un poveraccio un grande fotografo e spesso disgraziatamente di un grande fotografo un poveraccio.
Tutto sommato Viva l'Italia! Ando Gilardi
QUesto artista è un coglione nato: a colazione, a pranzo e a cena mangia cazzi. Complimenti!
ma che vietata ai minori...fotografie innocue...banalotte...io da internet ne scrico di piu orifìginali...forti..e etish...mondo bizzarro ci prova ma sbaglia bersaglio.
molto piu' interessante il book shop.