Dodici artisti riuniti sotto il comune segno del ricordo. Una disciplina antica, quella della manipolazione di immagini della memoria, che procede per luoghi e per rappresentazioni. E nell’arte finisce per trovare una sorta di concretezza per entrare -a sua volta- nella memoria di chi guarda.
Dominante, visivamente e non solo, risulta la presenza di Alighiero Boetti (1940-1994) con i suoi sedici libri di fotocopie che costituiscono un atlante della memoria della nostra società, nell’ottica di quella funzionalità del discorso in linea con l’arte concettuale. Assieme a Boetti l’altro punto di riferimento -a livello cronologico e in qualità di maestro- è On Kawara (1933), con il suo date painting.
Nelle forme geometriche disegnate su vecchie foto Jonathan Monk (1972) fa sentire particolarmente lo scarto tra presente e passato e il contrasto inevitabile tra il sentimento che suscitano i ricordi e la razionalità che li ordina e gestisce. Totalmente legati alla fantasia sono, invece, i ricordi di Anna Gaskell (1969) che nelle foto tratte da Resemblance 2001 (Castello di Rivoli, 2001) propone parti di corpi o allusioni ad essi: sembrano frammenti di memoria che chiedono di essere completati. Frammenti sono anche i tre Studi per le mille e una notte di Stefano Arienti (1961) che indaga il passato copiando Leonardo e appropriandosene lo fa divenire -con il gesto stesso della riproduzione-parte della memoria del suo corpo.
Così la delicatezza floreale di Ross Bleckner (1949), il piccolo scheletro svelato nell’opera di Charles Avery (1973), il tratto malinconico dell’infanzia passata di Jochen Klein (1967-1997) o il richiamarsi alle antiche illustrazioni di Marcel Van Enden (1965) sono le diverse sensazioni di un unico ascoltare il proprio passato.
Il ricordo di Jack Pierson (1960) è di un rosa sensuale, mentre per Vibeke Tandberg (1967) un tessuto sospeso, dal quale emergono forme e sfumature, e il movimento di una squadra di softball sono aspetti di una sola memoria.
Ad assecondare la sensazione del viaggio, dal video Distant Memory IV, Train, di Avish Khebrehzadeh: il suono di un treno in corsa è costante sottofondo.
articoli correlati
Carlos Garaicoa e Jaume Pensa al Palazzo delle Papesse
la coscienza di William Kentridge, in un’intervista
a proposito di Alighiero
alessandra campoli
mostra visitata l’11 marzo 2004
Un restauro ai Musei Vaticani ha riportato alla luce Il Redentore, opera autentica di El Greco rimasta per decenni occultata…
Nella sede della RUFA a Milano, al via una nuova rassegna dedicata al fumetto contemporaneo e all'illustrazione, tra creatività, controcultura…
Claudio Palmieri presenta una selezione di sculture in un sito archeologico di Roma, per una mostra che unisce l’unicità di…
Una lettera firmata da quasi 180 partecipanti alla Biennale d'Arte 2026 di Venezia chiede l’esclusione di Israele: tra i firmatari…
La quinta edizione del festival Molichrom torna a Palazzo GIL di Campobasso, con il progetto premiato di Cinzia Canneri e…
Scarecrow. Artisti a presidio della vita è la mostra di Flashback Habitat, Ecosistema per le Culture Contemporanee, in programma fino…