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fino al 30.X.2010 | Franz West | Roma, Gagosian Gallery

di - 15 Ottobre 2010
Vietato non toccare. Così Franz
West
(Vienna,
1947) potrebbe titolare tutti i suoi lavori, compresi quelli realizzati agli
inizi della sua carriera, negli anni ‘70. E, infatti, l’intento fondamentale
dell’artista è proprio quello di far sì che lo spettatore interagisca con le
sue opere, col chiaro proposito di instaurare un cortocircuito tra l’oggetto e
il potenziale utilizzatore, anche se solo per pura e mera curiosità. Perché ai Passtücke (sculture portatili che lo
spettatore può maneggiare e utilizzare a suo piacimento), come generalmente a
ogni sua opera, West sottrae la fisiologica connotazione passiva.

Un incontro, quello tra le opere e
lo spettatore, possibile allorquando quest’ultimo è intenzionato e ben disposto
ad accogliere l’invito a prendersi una pausa dal caos quotidiano, per entrare
nell’arte e perdersi nei lavori in una sorta di mistica contemplazione. Una
prolungata osservazione che lo stesso artista sollecita con le sue note sedie
(in galleria) e con un’invitante pedana (in piazza).

Anche stavolta, nella mostra
romana, ci sono tutte le costanti dell’austriaco: i Passtücke, la performance, due video, le
sculture, una sedia e un divanetto, e la volontà di creare un ambiente
accogliente per un diretto incontro fra opera e pubblico. Perché ciascun lavoro
è la traduzione materiale del concetto principale che sottostà alla produzione
tutta di West: “L’arte stessa è una sorta di enorme sedia” (è
quasi d’obbligo ricordare che alcune di queste sedie fanno parte della
collezione del Maxxi).


Non poche perplessità
e reazioni contrastanti ha creato tra i romani Room in Rome, il lavoro di grandi
dimensioni allestito in Piazza di Pietra. Ed è interessante osservare il
differente approccio all’installazione: ludico da parte dei più piccoli, che
tentano di rintracciare somiglianze con oggetti a loro noti; di curiosità da
parte dei turisti stranieri, ben felici di farsi immortalare con alle spalle il
bizzarro oggetto e sullo sfondo il Tempio di Adriano; di critica negativa da
parte dei turisti italiani e dei romani, che l’hanno vista come uno modo per
“deturpare una bella piazza”.

Il “bizzarro oggetto”
è una scultura composta da tre elementi con caramellosi colori e dall’apparente
soffice consistenza, come stoffa ripiena o nastro adesivo accartocciato, ma in realtà
di solido ferro.

Invece in Roman
Room

fanno mostra di sé, nella grande sala ovale della galleria, i sette totem che
compongono Ecolalia. Realizzate con la cartapesta e posizionate su
improbabili basi, come secchi o valigie, le sculture sembrano sfidare la
gravità e appaiono come il risultato di un’improvvisa esplosione. Sculture che
muovono da forme geometriche solide ben precise, quali il cilindro o il
parallelepipedo, per poi essere manipolate e giungere a qualcosa d’altro.


Su queste forme inedite,
i colori colati dall’alto si vanno a sedimentare, sovrapponendosi l’uno
sull’altro o combinandosi e mescolandosi insieme. Ognuna è collocata su una
piccola piattaforma di legno, come un lacerto di pavimento, sulla quale sono
sparse le tracce dei colori utilizzati.

Strutture in ferro
massiccio sono lo scheletro degli invitanti sofà bianchi e della parete sulle
cui facciate sono proiettati i video delle performance con i Passtücke.

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scultura in centro a Roma

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daniela trincia

mostra visitata il 16 settembre
2010


dal 16 settembre al 30 ottobre
2010

Franz West – Roman Room

Gagosian Gallery

Via Francesco
Crispi, 16 (centro storico) – 00187 Roma

Orario: da
martedì a sabato ore 10.30-19 o su appuntamento

Ingresso
libero

Info: tel. +39
0642746429; fax +39 0642014765;
roma@gagosian.com; www.gagosian.com

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