Categorie: roma

fino al 30.XII.2002 | Vis à Vis – Michelangelo Pistoletto / Roman Opalka | Roma, Studio Pino Casagrande / Istituto Polacco di Cultura

di - 26 Novembre 2002

E’ noto che le avanguardie hanno da sempre auspicato il superamento di limiti e confini e nella mostra Vis a Vis curata da Anna Maria Nassisi sembra che questo assunto sia stato dimostrato. Michelangelo Pistoletto, italiano e Roman Opalka, polacco, si sono confrontati in un dibattito il 5 novembre scorso all’Istituto Polacco di Roma ed il loro dialogo continua ora sulle pareti dell’Istituto e della galleria di Pino Casagrande.
La ricerca artistica che emerge dalle opere di Roman Opalka ha come oggetto lo scorrere del tempo che si concretizza nel conteggio dei numeri secondo la progressione di Fibonacci che l’artista pronuncia in polacco nell’atto di tracciarli. Intanto due suoi ritratti fotografici si fronteggiano su pareti opposte: in uno l’artista appare più giovane, nell’altro, proposto in duplice copia –secondo il processo di ripetizione seriale adottato negli anni ’60 e ‘70- egli appare più anziano. Le due immagini, nella loro abbacinante monocromia, si rimandano a vicenda, comunicando con l’autoritratto su superficie riflettente di Michelangelo Pistoletto in veste di pittore accanto al suo cavalletto, secondo l’iconografia – se vogliamo tradizionale – dell’artista rappresentato muto e pensoso nel suo atelier. Egli si specchia a sua volta, in un gesto emblematico e denso di riferimenti al suo lavoro. La minimale essenzialità dell’autoritratto di Opalka sembra porsi in dialettica con la silhouette cromaticamente più vivace di Pistoletto, ma entrambe le figure sono accomunate da una ieratica bidimensionalità.
Con un salto spazio-temporale, in perfetta sintonia con il tema della mostra, passiamo alla galleria di Pino Casagrande, caratterizzata da un biancore ancora più accecante di quello trovato nella sala dell’Istituto Polacco. L’autoritratto fotografico di Opalka è qui presente in triplice copia, raccordandosi così logicamente alla parte di mostra precedentemente visitata. Le superfici specchianti di Pistoletto sono poste in stretto rapporto in modo da riflettersi vicendevolmente, creando una sorta di feed-back ottico che dilata all’infinito lo spazio, secondo una consuetudine tipica per questo artista. Le sagome impressevi sopra sono un limes , un punto di riferimento familiare per il visitatore che potrebbe non distinguere dalla realtà questa ulteriore dimensione scenica creata dall’artista. In virtù del loro potere riflettente, gli specchi documentano tautologicamente le variazioni temporanee, immagini effimere che nascono e muoiono non appena il soggetto si sposta dal loro raggio d’azione. Tale mutevolezza si contrappone ai blows up stampati, eterni ma necrotici, cristallizzati nella loro solitudine, condannati a vivere in una soglia che assomiglia ad un limbo. Anche le enormi tele dipinte da Opalka partecipano di questo potere specchiante e riprendono quella monocromia che caratterizza le foto; ma ad un esame più attento ritroviamo miriadi interminabili di numeri che scandiscono le tappe da 1 a infinito. Il segno appena percettibile testimonia un lavoro lungo una vita, in progress, che avrà termine solo con la morte dell’artista: un dettaglio rispetto all’eternità.
Spazio, tempo, eternità, infinito, morte… Questa mostra ben concepita, raffinata, indaga in profondità e senza travisamenti le ricerche intrecciate di Opalka e Pistoletto, restituendone il risultato in maniera immediatamente percepibile per lo spettatore.

articoli correlati
Giulio Paolini – Early Dynastic
Vis à vis: autoritrarsi d’artista
Michelangelo Pistoletto, Le péchés de jeunesse
link correlati
la Città dell’Arte di Michelangelo Pistoletto

marina valentini
mostra vista il 21.XI.2002


Vis a Vis. Pistoletto / Opalka, a cura di Anna Maria Nassisi
Istituto Polacco di Roma, Via Vittoria Colonna 1, (Lungotevere, Prati), 0636000723, lun_ven 10-18.30, istituto.polacco@flashnet.it, www.istitutopolacco.it
Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, Via degli Ausoni 7a, (S. Lorenzo, Tiburtina), 064463480, lun_ven 17-20, gallcasagrande@libero.it  catalogo a cura di Anna Maria Nassisi in corso di pubblicazione


[exibart]

Visualizza commenti

  • complimenti a chi ha concepito questa mostra e naturalmente anche a chi ha trasmesso la notizia

Articoli recenti

  • Mostre

Una performance è per sempre: a Cavalese la prima edizione di Performa

Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…

24 Aprile 2026 21:43
  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador Dalí e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01