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Fino al 31.I.2014 | Stefano Arienti, Ragamala | Roma, Galleria S.A.L.E.S.

di - 14 Gennaio 2014
Ragamala, ossia l’insolito giro del mondo che Stefano Arienti (Asola, 1961; vive e lavora a Milano) ha modulato nello spazio della galleria Sales. Ragamala è un percorso musicale prestato all’arte visiva, è un’installazione organizzata come un puntiglioso planisfero d’immagini dai cinque continenti, tutte di dimensioni standard 12×14 cm. Misure che forse così non vi dicono nulla, ma centimetro alla mano corrispondono a quelle di una cover per compact disc.

Lo stra-globalizzato supporto audio partorito dagli anni Ottanta rientra nel lavoro di Arienti essendo contemporaneamente oggetto di massa, oggetto musicale sul viale del tramonto, ma anche una pura astrazione. Non a caso nessun cd è materialmente presente in sala e ogni cd è un’idea deposta nelle tante custodie vuote puntate a parete, comprese quelle trasparenti esposte come file irreperibili in un hard disk. Trovarsi di fronte ad una sfilza di circa millecinquecento involucri di plastica variamente decorati, contare sul fatto che siano immancabilmente tutti privi del loro contenuto, è una peculiarità che la dice lunga su quanto il lavoro di Arienti sia senza mezzi termini quello di un artista visivo amante di un certo concettualismo, lui che cita la musica ma nega qualsiasi possibilità di sentirla, che si accanisce inflessibilmente sull’oggetto omologato per astrarne il simbolo. E alla fine enuclea un resoconto allegorico in cui il contenuto audio è paragonato ad una rappresentazione mentale, un modello di collegamento interculturale puro e legato intimamente al valore estetico del booklet inserito nella custodia.
Nel complesso l’impatto dell’installazione è forte, un grande e avvolgente tracciato audio a cavallo tra arte povera e pop art, ma dove entrambe queste correnti si propongono adeguate al momento storico. Il sottofondo poverista corrisposto dall’Arienti-azione è maneggiato con cura, non s’impappina nell’anacronismo e riesce esattamente ad incamerare a livello poetico il compact disc quale oggetto moderno e obsolescente, basilare e universalmente diffuso. Dall’altro lato la cosciente e oggi riconosciuta “povertà” del mezzo s’incolla precisa ad idoli della pop (music) come David Bowie o George Michael, ai cantanti nostrani come Tiziano Ferro o un riesumato Alberto Camerini, ma anche al folclore romeno piuttosto che bulgaro, dando vita così ad una pop (art) masticata in maniera totalmente spontanea.
A pochi passi – metaforici e reali – da Ragamala si pongono i poster bucherellati e rovesciati, anch’essi portatori di una cogitazione pop(olare) palese nella scelta di due universi religiosi tra i più diffusi (induismo e cristianesimo), nonché propagatori di una concettualità scarificatrice pronta a rimaneggiare culture iconografiche tipicamente altalenanti tra il kitsch e l’esotico. Nascosta l’esuberanza cromatica – soprattutto di matrice induista – resta un retro bianco-ingiallito su cui Arienti ha messo in evidenza solo tratti scelti della figura d’origine, con l’accortezza espressiva di una pressione più o meno forte (e un foro più o meno ampio) a seconda del volume dato ad ogni particolare.
Andrea Rossetti
mostra visitata il 17 dicembre 2013
dal 30 novembre 2013 al 31 gennaio 2014
Stefano Arienti – Ragamala
Galleria S.A.L.E.S.
Via dei Querceti 4 – (00184) Roma
Orari: da martedì a sabato, ore 15.30 – 19.30
Info: +39 06 77591122 – www.galleriasales.itinfo@galleriasales.it

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