Letizia Cariello, Italo Zuffi, Mona Marzouk e Carlos Garaicoa, questi i nomi dei quattro artisti scelti da Teresa Macrì e Bartolomeno Pietromarchi per la nuova mostra della Fondazione Adriano Olivetti.
La Fondazione, dopo la pausa estiva, torna infatti a calcare la scena artistica romana con nuove ed interessanti novitĂ : ristrutturazione di spazi, una programmazione
Prova ne è la qualità degli artisti esposti e delle opere, tutte frutto di una riflessione attenta e accurata sulle problematiche dello spazio, inteso non solo nell’accezione schiettamente fisica, ma anche, più sottilmente, come scambio interculturale e sociale.
Se entrerete nelle sale della Fondazione, avrete a che fare con tende arabeggianti, bianche architetture impossibili, silenziosi video che giocano sull’ambiguo dualismo interno-esterno, scardinando le convenzionali coordinate di spazio e tempo.
Gli interventi proposti, rivelano infatti, al di là delle poetiche individuali, una forte e coerente unità di pensiero, una sorta di comune sentire che porta gli artisti a risolvere, ognuno con i propri strumenti, il conflittuale rapporto con l’alterità .
Letizia Cariello sintetizza nella Tenda-elemento di per sé appartenente alla cultura nomade, pertanto simbolo di instabilità -una sorta di rifugio, fragile ed effimero allo stesso tempo, che protegge dagli attacchi dell’esterno. Quella stessa attenzione, quasi morbosa e ossessiva verso l’esterno, verso l’altro da sé, è rappresentata dall’opera dell’artista cubano Carlos Garaicoa, che fissa su un piccolo giardino una telecamera che indaga, cattura e ripropone, tutto ciò che avviene davanti a sé, fuori, nella strada. Mentre Italo Zuffi mostra un video, Shaking Doors II , che rappresenta
Buona la qualità dei lavori. Ed interessante -se sottoposto ad una attenta lettura- il messaggio lanciato da questi giovani artisti, un messaggio ambiguo e accattivante al tempo stesso, un messaggio che è, oggi più che mai, simbolo dei nostri tempi.
forum correlati
Giovane Arte, Giovani artisti
paola capata
Tra Bolzano, Laives e Merano torna Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue: in programma mostre, incontri e laboratori…
Fino al 4 ottobre 2026, la Triennale ospita una mostra che non è una retrospettiva ma un atto critico: Toyo…
Alla Galleria Lombardi un percorso intimo che attraversa trent'anni di ricerca artistica di Mario Schifano, sperimentazioni pittoriche che hanno rivoluzionato…
Il numero 3 di Savile Row, studio di registrazione usato dai Beatles e luogo del loro iconico concerto sul terrazzo,…
Aperte fino al 15 giugno le candidature per partecipare a Gradus 2026, il percorso creativo e formativo rivolto alle nuove…
Una riflessione sull'esperienza della Biennale d'Arte di Venezia come spazio separato dal quotidiano ma continuamente attraversato dai vorticosi saliscendi della…