La musica accompagna lo sguardo. Brani di autori futuristi eseguiti da Daniele Lombardo. Nella luce soffusa le opere di Gino Severini (1883-1966) emanano una forte vitalità. Gli otto disegni su carta -matita, pastello e carboncino- e i due dipinti ad olio sono tutti datati tra il 1911 e il 1913, tranne il Notturno in via di Porta Pinciana del 1903 che sembra una fotografia pittorialista.
Occasione di questa mostra è l’esposizione al pubblico di uno dei due olii –Lumière + vitesse + bruit. Interpénétration simultanée (1913)- opera di cui si erano perse le tracce novant’anni fa. Due date importanti segnano la storia di questo quadro: il 1913, anno in cui fu dipinto ed esposto per la prima volta alla mostra fiorentina di “Lacerba”, e anche anno in cui Severini sposò Jeanne Fort (figlia del poeta Paul Fort). L’altra data, il 1915, è legata alla nascita della primogenita Gina, oltre che alla mostra Panama Pacific – International Exposition di San Francisco, che fece conoscere il futurismo oltreoceano. Da allora il mistero ha avvolto la tela, di cui non si conservava neanche una fotografia, ma solo la citazione in una lettera del 30 ottobre 1913 scritta dall’artista all’amico Ardengo Soffici.
Il facoltoso e -per sua scelta- anonimo collezionista che la possiede oggi è sudamericano e l’opera fa parte del patrimonio di famiglia. La ricerca di un linguaggio formale più astratto, giocato sugli elementi luce-velocità-rumore, era l’intento di Severini nel rappresentare la corsa di un tram in un boulevard parigino, simbolo del progresso tanto declamato dai futuristi. Anche le scritte “Montrouge/ gare de l’est/ boulanger” riconducono alla quotidianità metropolitana. Quanto al dinamismo, esso viene sicuramente accentuato dalla tecnica divisionista -piccoli tratti affiancati l’uno all’altro- che l’artista italiano scoprì a Parigi, dove si recò per la prima volta nel 1906. Analoghe scritte si ritrovano nei due pastelli dallo stesso titolo –Tramway sur le boulevard (1913)- dove il rumore del mezzo di trasporto in movimento è accompagnato dai suoni onomatopeici “ttin ttin…ttin ttin”. Omaggio alla capitale francese è Souvenir de voyage (1911) -l’altro dipinto ad olio della mostra- che colpisce per la freschezza e l’allegra vivacità. La gente è appena accennata -una paglietta, un ombrellino- accanto ai mezzi di trasporto -la locomotiva che avanza borbottando, la carrozza, il tram- in un paesaggio dominato dalla cupola bianca del Sacro Cuore.
A Parigi Severini frequentò l’ambiente artistico di Montmartre, conoscendo fra gli altri Modigliani, Picasso, Max Jacob, Braque, Juan Gris, André Salmon e Guillaume Apollineaire che -proprio ad eccezione dei lavori di Severini- commentò negativamente la mostra alla Galleria Bernheim-Jeune, nel 1912, a cui parteciparono tutti i pittori futuristi (tranne Giacomo Balla). Sul pastello in mostra intitolato Paesaggio urbano (1912-1913) si legge in basso la dedica al poeta francese: “A Guillaume Apollinaire fraternellement”. Anche la danza moderna -per i futuristi metafora del dinamismo universale- è un tema caro a Severini, come testimonia Danse de l’Ours (1912), disegno a matita, carboncino, tempera e pastello in cui i ritmi vorticosi del tratto sono accarezzati dalla sonorità di quei brani di musica futurista diffusi in sottofondo.
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