Categorie: roma

fino al 6.X.2007 | Miltos Manetas | Roma, First Gallery

di - 30 Agosto 2007

C’è odore di vernice fresca negli spazi della First Gallery, ultima arrivata in via Margutta. E il candore delle pareti immacolate ben si presta ad accogliere i disegni di Miltos Manetas (Atene, 1964), che vedono giovani donne impegnate in attività quotidiane, seppur situate in contesti indefinibili. La carta glossy che fa da supporto alle linee tracciate è anch’essa bianca, luminosa, imparziale. Il processo di realizzazione passa per una tavoletta digitale, sulla quale l’artista effettivamente disegna, ma la stampa a getto d’inchiostro nega la precisione e l’infallibilità della macchina, restituendo le sbavature della lenta e imperfetta asciugatura.
L’uso della tecnologia da parte dell’artista di origine greca è effettivamente controverso; da una parte appare elemento portante –Manetas ha formulato l’idea di Neen, che si pone come riflessione sull’interazione tra arte e rete-, dall’altra le innovazioni tecniche vengono presentate in lingua basic, come se già appartenessero a un passato lontano. Valido esempio è costituito dal video La vie, che ripropone un prototipo di moto con movimenti meccanici e una grafica assolutamente essenziale, da videogioco anni ‘70. Gusto retrò si respira anche nei siti web realizzati dall’artista, con cui il pubblico può interagire in mostra. Domìni dall’indirizzo noto vengono acquistati e trasformati in occasione ludica, con la possibilità data al fruitore di dipingere il proprio Pollock o di assistere alle variazioni grafiche sollecitate dall’uso del mouse. Allo stesso tempo la rete diviene strumento attraverso cui chiamare in causa grandi artisti del passato, da De Dominicis a Warhol, giocando con lo spiazzamento provocato dall’aspettativa di un sito di carattere informativo, e la rivelazione invece di un diversivo ironico (ad esempio kosuth.com). Protagonisti della mostra romana restano però i disegni, dai soggetti tutti femminili. I ritratti di donne conosciute dall’artista si offrono allo spettatore nella loro semplicità, con le linee prolungate da sbavature dal sapore pittorico. L’essenzialità del tratto nero incide visivamente il supporto bianco, dando vita ad una sorta di serigrafia che tradisce la realizzazione manuale, seppur mediata dall’utilizzo del computer. Dal generico appellativo di “girl” ai nomi propri, l’universo femminile dipinto da Manetas è colto nei momenti di maggiore intimità, con sguardi che suggeriscono pensieri rivolti altrove e ambientazioni evocate dai titoli, ma irriconoscibili nel vuoto astratto che si staglia dietro le protagoniste. Nelle raffigurazioni di spalle pare quasi di intravedere il retaggio iconografico delle bagnanti, con un rimando alla tradizione pittorica della fine del XIX secolo. Si ripropone così il dialogo con il passato, filtrato attraverso l’uso delle nuove tecnologie. E nell’accostamento di un prodotto “finito”- il disegno – con i website dal carattere interattivo, è possibile cogliere le contraddizioni e suggestioni dell’incontro tra arte e computer. Incontro che è cifra stilistica di Manetas ma anche manifesto programmatico per il nuovo spazio romano, che vedrà succedersi artisti alle prese con media e temi sempre diversi.

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www.manetas.com

alessandra troncone
mostra visitata il 12 luglio 2007


dal 12 luglio al 6 ottobre 2007 – Miltos Manetas – Girls and…
First Gallery – Via Margutta, 14 (centro) – 00186 – Roma. Orari: Tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00. Chiuso lunedì – Info: 393/9863271 – info@firstgallery.it
Studio Orsini: 06-6872000. flaminiaorsini@studio-orsini.it


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