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fino al 8.II.2003 | Francis Alÿs – Obra Pictorica 1992-2002 | Roma, CNAC

di - 17 Dicembre 2002

Francis Alÿs è un nomade. Lo è culturalmente -nasce in Belgio, studia a Venezia, vive e lavora a Città del Messico- ma anche artisticamente. Da sempre la sua ricerca si muove attraverso mezzi e temi eterogenei: performance, video, pittura, installazioni e progetti web. Le sue opere più note sono i paseos (passeggiate), performance in cui l’artista, singolarmente o accompagnato da grandi folle, percorre a piedi enormi spazi, urbani e naturali. L’ultima performance in ordine di tempo è stata l’utopica When Faith Move Mountains, durante la quale una catena di 500 volontari ha tentato di spostare una duna di sabbia situata nei dintorni di Lima.
In Italia Alÿs era apparso già quest’anno al Castello di Rivoli con il progetto “telefonico” Free Matrix. Torna ora con una grande retrospettiva interamente dedicata alla sua produzione pittorica, allestita negli spazi del Centro d’Arte Contemporanea di Roma, diretto da Paolo Colombo. Un folto corpus di dipinti e disegni documenta la ricerca dell’artista belga dal 1992 ad oggi: una produzione fatta di piccole tele dipinte ad encausto e una selva di disegni, appunti, schizzi. A vederla tutta insieme, la produzione figurativa di Alÿs dimostra la sua immensa fiducia nel mezzo pittorico. Come dichiarava in un’intervista a Gianni Romano ormai più di due anni fa: …la pittura ha il vantaggio di essere un mezzo espressivo digerito e metabolizzato, condiviso da tutti. […] La pittura parla a chiunque senza rinunciare alla complessità.
Protagonista e filo conduttore è sempre l’uomo. Un uomo simbolico e archetipico; una presenza che è sempre, allo stesso tempo, un uomo qualunque e tutti gli uomini. E le storie di Alÿs sono piccole parabole, raccontate con un linguaggio visivo essenziale che ricorda i libri illustrati per l’infanzia di inizio secolo. Le immagini trasmettono tuttavia riflessioni di tipo psicologico ed esistenziale; hanno la leggerezza della poesia e la lucidità del ragionamento filosofico. La tecnica ad encausto aumenta il fascino di questi quadretti, la cui superficie si incrina come sotto l’effetto del tempo e degli agenti atmosferici.
I disegni, che spesso precedono come bozzetti la realizzazione dei dipinti, oppure documentano impressioni e ricordi accumulati durante i paseos, sono tracciati su tanti frammenti di carta da lucido, tenuti insieme da un mosaico di pezzetti di nastro adesivo di carta. La scomposizione e la precarietà del supporto rimandano al carattere processuale dell’opera di Alÿs, strutturata come un ininterrotto filo del pensiero, un filo che spesso si intreccia e torna su sé stesso, ma che talvolta apre squarci di verità. La mostra verrà documentata da un libro d’artista che sarà presentato a Roma il 15 gennaio.

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valentina tanni
mostra vista il 28.XI.2002


Francis Alÿs – Obra Pictorica 1992-2002. Roma, Centro Nazionale per le Arti Contemporanee, fino al 8.II.2003. Via Guido Reni 10, mart-dom 11-19, chiuso lunedì. Ingresso libero. Info: tel 06.3202438 Fax 06.3202931. website: http://www.darc.beniculturali.it

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