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fino al 9.IV.2009 | 3 Words | Roma, EmmeOtto

di - 7 Aprile 2009
In un mondo tecnologicamente in progress, la musica è stata la prima ad abbandonare il suo supporto per farsi digitale. Innegabile che le industrie lamentino il calo delle vendite discografiche, laddove anche il packaging allettante di un cd d’ultima uscita si conclude in un’operazione volta ai fini di produrre una bella cover da caricare sull’iPod. Eppure ci sono loghi e simboli che hanno fatto epoca. E lo scorrere con lo sguardo le coste di una collezione di cd è qualcosa che i nati prima del nuovo millennio hanno impresso nella memoria.
Della musica, visiva, pratica e tattile si nutrono i discorsi dei primi due artisti in mostra. Nicola Di Caprio (Caserta, 1963; vive a Milano) e Bartolomeo Migliore (Santena, Torino, 1960; vive a Torino) intrattengono una conversazione da estimatori a colpi di collage di vinili d’epoca e di simboli del punk e rock delle etichette indipendenti. I due stili si compensano. Il piemontese preferisce la tela di grandi dimensioni; il colore nero come un vinile è lo sfondo prediletto per le sue Track, su cui fa rivivere le atmosfere underground del graffitismo prima maniera. Se c’è decostruzione simbolica, è perché Migliore opera uno sfasamento in prospettiva di un’esposizione che avviene in galleria, su tele, sulle quali non manca d’intervenire scrivendo e cancellando i suoi pensieri.
Di Caprio rispetta fedelmente il segno grafico degli album originali ma li ingigantisce, li unisce, li interseca. Dai Cd Oversize ai papier collé d’ispirazione cubista, il registro comunicativo adottato è quello di un pop dal sapore vintage, che si respira come dinanzi a una pila di LP. Words, perché le parole sono il fulcro della rappresentazione ma, scevre di significato, appaiono segni grafici assurti a simboli che il visitatore s’incarica di convertire in ricordi.

Le due sale preparano ad ascoltare la voce del terzo artista: Daniele Melani, in arte Spider, rispetto ai precedenti appare distaccarsi dai temi musicali, ma analogamente a essi riporta in grande formato icone di spirito vintage, corredandole di scritte e immergendole in segni incisivi praticati direttamente sulle tavole.
Forte di collaborazioni di spessore – lo si ricorda illustratore di Stefano Benni – Spider trascina il visitatore in un graffitismo che non si accontenta di “disegnare” sulla superficie ma vuole oltrepassarla, graffiandola e ferendola. Sono incisioni regolari che scandiscono il piano, per nulla drammatici. Ancora le words tornano a farla da padrone, parole che potrebbero esser scritte in qualunque lingua, poiché la comprensione del significato è in realtà secondaria all’impatto visivo. Spider interviene mantenendo sospeso nel tempo il dialogo aperto da Di Caprio e Migliore, e le simil-affiche esposte nell’ultima sala palesano all’osservatore meno di nicchia l’immaginario in cui i primi due sono immersi.

La regolarità della rassegna compensa l’assenza delle didascalie poste alle differenti opere, invitando alla riconoscibilità della differenza stilistica interna a un genere artistico che nasce come coacervo di altri.

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mostra visitata il 31 marzo 2009


dal 12 marzo al 9 aprile 2009
Di Caprio | Migliore | Spider – 3 words
a cura di Martina Cavallari
Galleria EmmeOtto
Via Margutta, 8 – 00187 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 11-13.30 e 15-19.30; lunedì su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 063216540; fax +39 063217155; info@emmeotto.net; www.emmeotto.net

[exibart]

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