Categorie: roma

fino all’1.XI.2009 | New York Minute | Roma, Macro Future

di - 22 Ottobre 2009
Più evidente di così rischia di passare paradossalmente
quasi inosservato: sono ormai settimane che il Macro Future contiene
l’esplosione culturale dei sessanta giovani artisti americani provenienti da
New York. C’è chi gravita a Manhattan, chi in Providence o San Francisco, Los
Angeles o ancora Portland, addirittura Tokyo.
Ognuno di loro è stato chiamato in causa per inaugurare la
stagione espositiva dell’ex mattatoio dopo un anno di singhiozzanti
aggiornamenti. L’avevamo lasciato infatti a maggio con l’itinerante mostra Italian
Genius: Back to Rome

curata da Marco Bazzini, direttore artistico del Pecci di Prato e, anche in
quel caso, i suo ampi spazi contenevano una mole di lavoro collettivo tematico
non indifferente.
Con l’arrivo del nuovo direttore Luca Massimo Barbero, le
due sale di piazza Giustiniani si ritrovano a ospitare il panorama over e underground d’oltreoceano. La mostra è figlia
della Depart Foundation, il nuovo progetto artistico con sede italiana nell’hinterland
romano, che gode di un board interessante e versatile, composto da Russel
Ferguson, Andrea Bellini, Mario Cristiani, Davide Quadrio, Reto Geiger, Kathy
Grayson, Mark Lee, Stefan Simchowitz e Luca Lo Pinto.
L’anima della fondazione, che intende supportare l’arte
contemporanea internazionale attraverso workshop e residenze, è stata in grado
di creare un centro nevralgico di attrazione piacevolmente esagerata. L’ondata
di pubblico che ha affollato l’inaugurazione e le prime settimane di apertura
rivela i primi passi verso il traguardo della missione: agevolare la
fidelizzazione del pubblico nei confronti dell’arte.

È dunque la volta di Kathy Grayson. New York Minute: 60
Artist on the New York scene
raccoglie un panorama artistico assolutamente variegato
ma frutto di una sensazione sociale uniforme: l’icona dell’apparire e il
retaggio di una cultura pop anni ‘50 serpeggiano in ogni lavoro,
dall’installazione invadente alla serie di polaroid in fondo alla sala.
Ciò a cui il fruitore è sottoposto è la violenza visiva
dell’espressività americana: l’installazione in larga scala di ombrelli
roteanti all’ingresso mette subito il visitatore in uno stato di subordinazione
alla vista, insieme subdolo e affascinante, che gli permette di arrestarsi il
tempo necessario per incuriosirlo a capire cosa c’è dietro. Le lingue di legno
incasellate di Ara Peterson brillano il loro acrilico in vista di una nuova
astrazione, mentre street punk e wild figuration dialogano tra i collage somatici di Aurel Schmidt e le pin up sbrodolanti di Francis
Spiegel
.

Il colore sgrana ed esplode, si contorce, e la cultura
americana investe il visitatore. Che viene inglobato dalla velocità e dalla
reazione/azione artistica dei lavori che lo circondano. Queste le nuove
tendenze newyorchesi, stravaganti conoscenze da approfondire.


articoli correlati

Intervista
con Kathy Grayson

flavia montecchi
mostra visitata il 17 ottobre 2009


dal 19 settembre al primo
novembre 2009

New York Minute
a cura di Kathy Grayson
Macro Future – Ex Mattatoio
Piazza Orazio Giustiniani (Testaccio) – 00153 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 16-24 (la biglietteria chiude mezz’ora prima)
Ingresso: intero € 4,50; ridotto € 3
Info: tel. +39 06671070400; macro@comune.roma.it;
www.departfoundation.or

[exibart]


Visualizza commenti

  • Kathy Grayson lavora per Deitch, ricordiamocelo. Ricordiamo anche l'attenzione espressa da flash art per questa mostra e che Joeffry è stato il primo editor americano della rivista. Poi, già che ci siamo chiediamoci perchè una gallerista cura una mostra in un museo pubblico e poniamo attenzione al prestigioso board della depart.

  • ah ah, su art a parto culture, il magazine on line la tua collega l'ha tranciata in pezzetti gustosi, questa mostra... Ma che, voi due, giocate a rimpiattino????!

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