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resoconto | Chiara vs Chiara | Roma, Edieuropa |

di - 19 Luglio 2011
Un’esperienza forte, che non manca di coinvolgere pienamente lo spettatore, in bilico tra la sensazione di spiazzamento e il disagio di sentirsi fuori luogo, quella creta dal corpo a corpo di Chiara Tommasi e Chiara Mu, per la curatela di Fabrizio Pizzuto. Nello spazio della galleria Edieropa le due artiste hanno posto in essere due situazioni, apparentemente molto diverse tra loro ma, in realtà, legate da un filo sottile. Al primo impatto una partita di tennis invisibile, seppur scandita, con rigore, dal ritmo serrato dei colpi che si diffondono nella sala. Il suono conferisce all’ambiente un’atmosfera di vitalità, nonostante la mancanza dei protagonisti, e, contemporaneamente, governa la perfomance nella sala adiacente. Qui all’assenza dell’opera di Chiara Tommasi si oppone l’esagerata presenza di Chiara Mu, che fa sentire il suo essere in modo esasperato, giocando anche lei una metaforica partita su due campi, ma solo con se stessa. Il suono dei colpi del tennis viene rievocato e trasformato, ad opera della Mu, in rumore di piatti di vetro, sbattuti, rotti. Come di fronte a un bivio, lo spettatore è così posto di fronte a due possibilità di relazione, diverse ma intimamente legate.

Da un lato, un rapporto sano, armonico: la partita di tennis, potenzialmente perpetuata all’infinito tramite il suono costante; dall’altro il rapporto solipsistico e ossessivo di Chiara Mu, anch’esso moltiplicato nel tempo attraverso il protrarsi del rumore che, paradossalmente, coinvolge lo spettatore, accolto nella stanza con tono di sfida, accusatorio e minaccioso. L’artista propone l’idea di una relazione ormai fallita, in cui la continua esposizione della sfera più intima del sé, rappresentata dai piedi nudi, determina la caduta nella frigidità, nella perdita di sensibilità. Proprio all’ingresso della seconda sala si innesca l’alchimia dell’opera, nella misura in cui, tra i piatti rotti e sbattuti, il visitatore riesce ad entrare in relazione con l’artista, lasciandosi intimidire e rimanendo, quindi, “esterno”, oppure varcando la soglia: limite simbolico tra l’arte e la realtà.

In entrambi i casi, tuttavia, il risultato ricercato, forse inconsapevolmente, dalle due artiste è raggiunto, perché il visitatore entra a far parte, attivamente, dell’opera stessa. L’odio, l’amore, i sentimenti portati al massimo, dunque, hanno articolato lo svolgersi della perfomance, con l’interazione di Chiara Tommasi e di Chiara Mu, tra loro e con il pubblico, che ha sfiorato anche momenti di tensione, in un dialogo forte, scandito al ritmo degli eleganti suoni prodotti da SAlex.

ludovica palmieri

mostra visitata il 14 luglio

dal 14 luglio al 15 luglio 2011

Chiara vs Chiara

a cura di Fabrizio Pizzuto

galleria Edieuropa

Piazza Cenci 56, Roma

orario: dalle 18.30

ingresso libero

[exibart]

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