Cosa c’entrano le motociclette con le sculture del Bernini? Cosa ha a che fare l’Apollo e Dafne con una moto dell’Aprilia? E cosa lega l’intervento di un balletto contemporaneo a moto e sculture barocche in un museo romano?
Intorno a queste domande è nata l’idea della serata Sculture in moto, ideata da Francesca D’Onofrio per celebrare il Centenario di Fondazione della Féderation Internationale de Motocyclisme. L’iniziativa coinvolge la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano che ha accolto la sfida, Alba Costamagna, direttrice della Galleria Borghese, luogo che ospita la manifestazione che si tiene il 6 settembre e dove sono conservati il Ratto di Proserpina, l’Apollo e Dafne e il David, creati dal prodigioso architetto, scultore e scenografo napoletano Lorenzo Bernini tra il 1621 e il 1624, e la casa motociclistica Aprilia SPA, abituata ai musei dal momento che la sua Motò, scultura in movimento disegnata da Philippe Starck, è stata ospite del Moma (Museo d’Arte Moderna di New York) nel 1995.
I due bolidi dell’Aprilia che troneggiano nel portico d’ingresso della galleria borghese sono le prime sculture che s’incontrano nella serata. Tecnica magistrale, modernità e invenzione che sublima e trasforma la materia in movimento accomunano le grandi motociclette e le immortali sculture, mentre accensione emotiva, stimoli sensoriali e rapimento uniscono chi guarda quella che il Soprintendente Claudio Strinati definisce “l’ansia di movimento” insita nei gruppi scultorei berniniani come nelle evoluzioni di motociclette lanciate a trecento all’ora sui circuiti internazionali. In entrambi i casi e nella loro diversità si assiste ad una metaforfosi (come nelle favole mitologiche raccontate da Ovidio a cui il Bernini si è ispirato) in cui la statica materia è “resa flessibile e dinamica dall’intelletto e dalla maestria dell’uomo” e “dalla grande guida” come afferma il Presidente della Federazione Motociclistica Francesco Zerbi presentando come logo delle celebrazioni un bozzetto di Angelo Canevari “che racchiude nella sua plastica immagine velocità, forze e grazia che il motociclista e la motocicletta esprimono”.
Il motocicista, che con il mezzo “cavalcato” condivide lo stesso destino, diviene nell’opera un’unità strutturale assestante e artistica come i cavalli e i cavalieri di Marino Marini. Macchina e uomo appaiono fusi insieme nella scultura di Canevari dal movimento propulsivo che li proietta nello spazio. Lo scultore rileva come l’epiteto di centauro dato al motociclista, sia indicativo della simbiosi tra le due nature, umana e equina nel mito classico e umana e meccanica nell’accezione contemporanea.
Per questo evento originale è stata commissionata al compositore Valentino Corvino una partitura creata per l’occasione e a Stefano Riannetti una coreografia ideata appositamente, ispirata allo stupore dell’equilibrio, che è delle invenzioni berniniane come delle moto lanciate in corsa, su cui danzano le famose étoiles internazionali Giuseppe Picone e Simona Noja. E’ ancora un altro fil rouge che unisce scultura, due ruote e danza ed è la continua sfida a superare i propri limiti con la forza della preparazione, dell’agonismo e del rigore. Un’avventura condotta dall’Aprilia attraverso le vittorie di ben cinque campionati del mondo e la formazione di grandi piloti come Max Biaggi, Loris Capirossi, Tetsuya Harada e Valentino Rossi.
Davanti ad un’opera nata dallo scalpello del Bernini, alle curve “ginocchi a terra” dei motociclisti e alle evoluzioni dei ballerini Strinati s’interroga interpretando il dubbio di ciascuno spettatore “Ma come fa a reggersi?” Eppur l’azione, in progressione dinamica, si regge. Danza contemporanea e sport, in un inedito connubio, entrano per la prima volta nella Galleria Borghese creando con i gruppi scultorei un emozionante, dinamico dialogo tra presente e passato, sulle note di uno spartito musicale che prevede l’elaborazione di materiali musicali antichi insieme all’utilizzo di ritmiche e suoni moderni. In un’unione di più arti che il cardinale Scipione Borghese, antico padrone di casa, probabilmente sarebbe stato felice di veder realizzata.
myriam zerbi
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figo!
dietro al progetto di stark, prima che in aprilia si sentisse il peso insopportabile della crisi, c'era il geniale marco ferro.
ora in diadora spa (che include anche il gruppo invicta), provate a seguire questa bella intervista!
http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2054764&Luogo=Venezia&Data=2004-09-05&Pagina=2&Hilights=marco+ferro