Il lungo e complesso percorso artistico di Rosanna Rossi (Cagliari, 1937) è contraddistinto da una vastissima produzione la cui costante è la componente geometrica, in bilico tra la ricerca di un equilibrio razionale ed un’espressività profondamente emotiva. Questa spiccata ambivalenza ha caratterizzato la sua poetica fin dai tempi della disputa sarda tra figurativo ed astratto, periodo di sperimentazioni aniconiche nel quale l’artista professava una rottura degli schemi in opposizione alla sardità di matrice folcloristica.
Nel secondo appuntamento della rassegna One Man Show, la tensione tra sentimento e ragione si concretizza nella serie d’incisioni monocrome, stampate a mano su raffinata carta giapponese, attraverso le quali s’interroga sul binomio archetipo-scarto. Per l’artista “fare incisione, cimentarsi manualmente, costituisce una sfida in un mondo che vive di tecnologia”, perciò la scelta di esporre accanto ai suoi trittici le equivalenti matrici lignee, ovvero gli “archetipi”, in antitesi agli “scarti” che, in quanto tali, ha relegato al di fuori del salone espositivo. Unite le une alle altre, le opere si susseguono longitudinalmente per calarsi nella tromba delle scale dell’edificio museale, emblema metaforico della capacità umana di saper discernere il bene dal male, le tenebre dalla luce.
Il linguaggio segnico di Rosanna Rossi è una sorta di texture carica di forza e dinamismo. Dalla superficie affiorano trame che sembrano custodire la vitalità di un tessuto organico, minuti grafismi che si ripetono all’infinito rievocando lontane memorie:
articoli correlati
Caterina Lai alla rassegna One Man Show
La Suite Vollard di Picasso al Man
roberta vanali
vista il 1 giugno 2003
Pamela Diamante trasforma i dispositivi di potere in strumenti di riscatto sociale: ne parliamo con l’artista pugliese in questa intervista,…
Selvatica 2026 riunisce a Biella artisti e ricercatori per un confronto sul tema del dialogo tra arte e natura: in…
Gli scavi a Porta Stabia riportano alla luce due vittime dell’eruzione del 79 dC: una ricostruzione con l'IA apre nuove…
Aperitivo con gli artisti: lo Studio Trisorio di Napoli avvia un nuovo ciclo di incontri informali, per favorire lo sviluppo…
L’opera di John Adams sul caso Achille Lauro va in scena al Maggio Musicale Fiorentino: The Death of Klinghoffer rimane…
Nei 19 metri quadrati dello spazio modenese Aleksandr Nuss propone un'indagine ontologica sulla percezione: l'immagine perde la sua funzione descrittiva…