Commistione di olio e acrilico. Da qui ha origine una serie d’opere, di grande rigore estetico. Si pongono, secondo una costante, in continuità con la precedente ricerca di “Archetipi e scarti”: le textures. Ritmo, vibrazioni luministiche, sovrapposizioni caratterizzano strutture geometriche minimali ordite per variazioni cromatiche su un unico tema compositivo riproducibile all’infinito. Attraverso delicate velature Rosanna Rossi esalta la trama delle taches che emergendo conferiscono vibranti modulazioni alla superficie definendo un rigore formale mai assoluto. La componente analitica, la cui derivazione può essere desunta dalla attenta riflessione sulla teoria Kandinskijana di “Punto, linea e superficie” e sull’Orfismo dinamico di Delunay, definisce opere
Leggeri scarti modulari variano d’intensità cromatica conferendo profonda liricità alle composizioni. Guizzanti grafemi, fitti reticoli si diramano echeggiando rifrazioni luminose proprie della “Lampada ad arco” di Balla senza escludere un certo filone di sperimentazione statunitense (Newman, Reinhardt, Kelly) tanto meno la meticolosa ricerca di Piero d’Orazio. La materia trattiene l’energia, la filtra dilatando la luce in taglienti lame che squarciano la superficie pittorica infondendo autentico pathos. La fluidità della tessitura segnica, richiamando costanti ritmi musicali, cattura lo sguardo obbligandolo a percorrere tutta l’ondeggiante superficie. Il gioco di minuti segni, certosinamente elaborati e la sapienza cromatica applicata sono frutto di un assiduo ed intenso lavoro che accompagna Rosanna Rossi nel suo lungo e multiforme percorso sviscerando la drammaticità di un vissuto ineludibile e confermando la perseveranza che contraddistingue l’opera di una grande artista: Per un secondo o un secolo, appunto.
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