Sé con Biasi arrivano in Sardegna le novità delle secessioni mitteleuropee, poi mescolate alle sperimentazioni artistiche della scuola francese, Dessy ha il merito di portare nell’isola, all’inizio degli anni Venti, le novità di Valori plastici, del realismo magico, e della nuova oggettività tedesca.
Stanislao Dessy, più comunemente Stanis, è artista colto che ha viaggiato, ha visto, e ha sperimentato, applicando le novità dell’arte alla tradizione artistica isolana. Oltre che pittore, fu ottimo incisore, insuperato xilografo, tra i primi in Italia ad applicare la tecnica della vernice molle imparata a Parigi.
E’ corretto quindi annoverare l’artista arzanese tra i padri dell’arte moderna in Sardegna assieme ai più noti Biasi, Figari, Ciusa. Da loro, Stanis raccoglie l’importante eredità che sviluppa e applica in chiave nuova, con notevoli successi non solo regionali, ma anche nazionali e internazionali (sei biennali veneziane, quasi tutte le quadriennali di Roma e poi Varsavia, Berlino, Parigi, Londra Chicago, S. Paolo del Brasile…).
Nato ad Arzana (Nuoro) nel 1900, si diploma nel 1921 a Roma, presso l’istituto superiore di Belle Arti, avendo come maestro Duilio Cambellotti. Tornato in Sardegna, prima a Cagliari poi a Sassari, prosegue la sua produzione artistica, caratterizzata da uno spiccato calligrafismo descrittivo e da uno spirito metafisico, che lo legano ad un preciso ambiente culturale quello, per intenderci, denominato Novecento che egli stesso vide nascere durante la sua permanenza romana.
La sua “verità” non è rassicurante, non si attesta alla distanza su
Ottanta opere della sua vasta produzione sono esposte, ora, nel museo d’Arte Moderna Ortiz Echague di Atzara che dedica all’«artista della linea» una bella mostra fino al 21 Gennaio 2002. Oli, acquerelli, per la maggior parte incisioni (xilografie acqueforti e cere molli), provenienti dalle collezioni Valle e Tomé, valgono una visita nel grazioso centro del Mandrolisai.
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le incisioni di Stanis Dessy saranno visibili fino al 28 febbraio 2002