Categorie: sardegna

fino al 28.VI.2009 | Mark Lewis | Nuoro, Man

di - 9 Giugno 2009
La comparsa è una figura decisamente sottovalutata nel cinema”, recita Mark Lewis (Hamilton, 1958; vive a Londra) nel suo monologo, sollevando la testa in direzione della macchina da presa. Dalla massima apertura di campo, l’inquadratura, allontanandosi progressivamente, concede alle comparse – consapevoli o meno – di divenire protagoniste, catturando l’attenzione dello spettatore.
Si tratta dell’ormai celebre The Pitch, che apre il percorso della prima antologica nazionale dedicata al rappresentante del Canada alla 53. Biennale. Film spartiacque, che segna il passaggio a una metodologia cinematografica coadiuvata da una serie di costanti, come la ripresa continua priva di montaggio, la durata standard di circa quattro minuti e la rigorosa mancanza di banda sonora.
Quando il film è stato inventato non era muto, era solo film. Non aveva alcun suono. Il sonoro è stato aggiunto in seguito. I primi film erano semplicemente lo scorrere di silenziose fotografie di vita quotidiana”, sostiene Lewis, che professa un ritorno al cinema delle origini, con un occhio di riguardo alle vedute dei fratelli Lumière, successivo all’esordio che si apre all’insegna del cinema industriale per approdare, in tempi più recenti, a una sorta di pittorialismo. Privi di esplicita narrazione, i film di Lewis s’interrogano sugli aspetti “cinematografici” della realtà quotidiana, alterata dalle tecnologie nella sua percezione spaziale e temporale.

Proprio dal rapporto ambiguo tra realtà e percezione scaturisce Central, manifesto dell’incomunicabilità dove solo in un secondo momento s’intuisce che il dialogo dei protagonisti – apparentemente uno di fronte all’altra – è frutto del riflesso di uno specchio. Utilizza invece la retroproiezione per montare un effetto di dissociazione tra sfondo e primo piano in Rear Projection e giungere a una ghost image. North Circular segna, invece, una fase di transizione che si avvia alla fascinazione estetica. Un lento zoom della periferia londinese penetra all’interno di un palazzo fatiscente, sino a focalizzare una trottola che gira su un tavolo, determinando uno “slittamento ottico” per il passaggio dal piano d’insieme al primo piano.
Raggiunge l’estetica del sublime con September, culmine del pittorialismo, con l’unificazione dello spazio attraverso la dissolvenza delle forme che connotano un’atmosfera inquietante, dove luce e oscurità si fondono. E se September non può non ricordare L’Isola dei morti di Böcklin, Early March è la trasposizione video delle conifere di Friedrich. Imponenti cime di pini che salgono a occupare progressivamente l’inquadratura e a stagliarsi su un fondale che si rivela innevato soltanto alla fine del cortometraggio. E, ancora, segue una donna delle pulizie che si sposta avanti e indietro in un interno alla Hopper, in Smithfield. Primo film di Lewis con la macchina da presa in costante movimento e che improvvisamente si ribalta in Harper Road, creando disorientamento, così come in Cheapside, dov’è puntata direttamente al suolo per catturare le ombre in movimento dei passanti.

Una mostra importante e coraggiosa, quella del Man, che celebra Mark Lewis, sperimentatore e decostruttore del linguaggio cinematografico, ossessionato dall’analisi del dettaglio attraverso insoliti movimenti della macchina da presa. Che gioca a incuriosire e spiazzare nel decifrare l’ambiguità e l’alienazione dell‘esistenza.

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roberta vanali
mostra vista il 15 maggio 2009


dal 15 maggio al 28 giugno 2009
Mark Lewis – Anticipando Venezia
a cura di Cristiana Collu e Saretto Cincinelli
MAN – Museo d’Arte della provincia di Nuoro
Via Sebastiano Satta, 15 (centro storico) – 08100 Nuoro
Orario: da martedì a domenica ore 10-13 e 16.30-20.30
Ingresso: intero € 3; ridotto € 1,50
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel./fax +39 0784252110; man.nuoro@gmail.com; www.museoman.it

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