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All’asta 60 opere di artisti internazionali di origine africana per i bambini del Togo

di - 30 Maggio 2011

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[01|06|2011] |||evento/asta di beneficenza

All’asta 60 opere di artisti internazionali di origine africana per i bambini del Togo

ASTA DI BENEFICENZA

lunedì 6 giugno | ore 18 | teatro parioli | roma
Opere di artisti internazionali di origine africana all’asta per i bambini del Togo. L’arte di Malangatana, Seni Camara, Dago, Reinata, Mbuno e Neto a favore di un centro di accoglienza per bambini, figli di donne lavoratrici e prostitute, a Lomè. L’evento, promosso da ECPAT, si terrà lunedì 6 giugno a Roma presso il Teatro Parioli, dalle ore 18.00. Battitore d’asta, il conduttore e attore Max Giusti.
“Durante l’ultimo viaggio in Togo, a Febbraio scorso, ho incontrato donne portefaix (letteralmente “facchini”) e prostitute, donne sfruttate che trascorrono le loro giornate a portare chili e chili di mercanzie sulla testa per poi tornare a casa, truccarsi, e scendere in strada a vendere il proprio corpo” racconta Marco Scarpati, presidente di ECPAT Italia, organizzazione che difende i bambini dallo sfruttamento sessuale.
Continua Scarpati “Il loro guadagno è irrisorio, 1300 cfa, pari ad un paio di euro al giorno. Soldi sporchi, che non bastano a vivere, né tanto meno a crescere i propri figli” E’ qui a Lomè che ECPAT, parte di una rete internazionale presente in oltre 70 Paesi, ha deciso di sostenere un centro di accoglienza per bambini, tra i 3 e i 6 anni, figli di queste donne. L’intento è quello di proteggerli dal mercato del sesso che già rende schiave le loro giovani madri. Il centro, sostenuto dal partner locale Bice Togo, è un luogo di protezione per minori, punto di riferimento importante per le giovani donne che in un clima di fiducia provano a sognare un futuro diverso.
Valente Malangatana, (Matalana 1936- Portogallo 2011) Tra i più importanti artisti africani conosciuti e stimati a livello internazionale, il pittore mozambicano Malangatana è stato definito il “Picasso Africano”. Attraverso la sua arte ha saputo dar voce alle tragedie della sua terra, ha utilizzato la sua passione come strumento di denuncia e riscatto. Nel 1997 è stato nominato “Artista per la pace” dall’Unesco per la sua attività e il suo impegno contro ogni forma di ingiustizia.
Ousmane Dago Ndiaye (Ndiobene,Senegal-1951) Grafico, designer e fotografo. La sua arte è una rappresentazione teatrale dove installazione, pittura, e scultura si amalgamano. I suoi soggetti sono i corpi nudi senza volto delle donne senegalesi. Nel suo paese però la fotografia non è considerata arte e così Ousmane decide di trasformare le sue immagini usando il colore. Il risultato finale confonde lo spettatore che non capisce se si trova di fronte ad un quadro, una fotografia o una foto di un quadro.
Kivuthi Mbuno (Kenya-1947) Pittore di fama internazionale, Mbuno ha viaggiato lungo le strade della sua terra, ha conosciuto la natura e la sua fauna selvatica. Con loro ha stretto un legame profondo che dipinge nei suoi quadri. Mbuno dona se stesso alla natura e mostra così lo straordinario in ciò che è banale. I suoi strumenti sono matite colorate e pastelli con i quali unisce gli animali, gli uomini e gli oggetti di vita tradizionale. Il suo intento non è rappresentare la realtà, ma la sua idea di natura, il connubio che fonde l’armonia di bella gente con il loro ambiente naturale.
Seni Camara (Bignona,Senegal-1945). Considerata tra le maggiori scultrici contemporanee ha fatto suoi i temi dell’affettività, della solidarietà e dell’amicizia. Le sue sculture hanno fatto il giro del mondo, le sue dee madri sono state esposte nelle sedi internazionali dell’arte contemporanea, dal Beaubourg di Parigi fino alla Biennale di Venezia. Ma lei non ha mai lasciato il suo villaggio. Un’artista avvolta dal mistero, la sua storia è fatta di leggende e miti. La sua arte è una giungla corporea che si materializza in figure a due gambe su cui poggiano grovigli di teste, piedi, mani e seni. Una madre africana senza figli, una scultrice, Seni Camara è una doppia eccezione nel popolo nero.
Reinata Sadimba ( Nemu, Mozambico 1945) Scultrice africana, Reinata è figlia di agricoltori e la sua prima formazione, Mekonde, ha incluso la creazione di oggetti in argilla utilitary. Rimasta nell’ombra per molto tempo, l’artista mozambicana è oggi riconosciuta tra le artiste donne più importanti del continente africano. Le sue opere sono esposte in Belgio, Svizzera, Portogallo e Danimarca. La sua peculiarità sono le “strane forme” delle sue sculture. Il suo più grande successo è quello di essere stata riconosciuta come artista nella sua terra, dove l’arte, e in particolare la scultura sono ancora considerati “lavori per uomini”.


Il Teatro Parioli
via Giosuè Borsi 20, Roma
ingresso libero
per ulteriori informazioni eventi.ecpat@gmail.com o 06/97277372.

Per vedere alcune opere all’asta: www.ecpat.it

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