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| [24|06|2008] |||arte contemporanea/fotografia | |
| | PINO PASCALI E GLI ANNI ‘60 A ROMA dal 27 giugno 2008 | a cura di rosalba branà | palazzo pino pascali | polignano a mare (bari) Claudio Abate, nato a Roma 1943 dove vive e lavora, è considerato uno dei più importanti fotografi italiani, attraverso il suo sguardo ha trascritto gli ultimi 40 anni della storia dell’arte italiana. La mostra ruota intorno a 13 fotografie scattate a Pino Pascali e alle sue opere, alcune sono pressoché inedite come la foto “L’Araba Fenice” del 1959 altre famosissime come quella indimenticabile di Pascali che gioca con la “Vedova blu” la grande opera in peluche blu; del 1965 il bellissimo trittico di Pascali che cavalca la “Colomba della pace” sfoggiando la sua consueta irriverenza e giocosità. Nelle altre fotografie in mostra, alcune di grande formato, troviamo i ‘compagni di strada’ di Pascali da Mattiacci a Kounellis a Fabio Sargentini e le sue memorabili mostre all’Attico: emozionanti le fotografie delle performances dei cavalli di Kounellis e dello Zodiaco vivente di De Dominicis, opere entrate ormai a far parte della storia dell’arte del ‘900 italiano. Le foto proposte in mostra segnano un punto fondamentale nella ricerca di Claudio Abate: diviene il fotografo e amico di artisti che negli anni ’60 e ’70 stavano rivoluzionando il linguaggio dell’arte,un periodo fondamentale per la sua formazione tanto da indirizzare tutta la sua ricerca futura divenendo egli stesso un protagonista di anni in cui la vita e l’arte spesso si confondevano. Per le due recenti personali al MART di Rovereto e a Villa Medici-Accademia di Francia a Roma, Bonito Oliva scrive di Claudio Abate come del “testimone oculare” di eventi irripetibili, il suo obiettivo riesce a cogliere solo i momenti speciali, le performance irripetibili, una memoria storica che sarebbe scomparsa senza lasciare traccia. Ma l’operazione di Abate non è solo questa: egli opera dall’interno, è un infiltrato dell’arte contemporanea, il suo sguardo fotografico si integra con l’opera stessa, le sue inquadrature servono a chi guarda ad entrare dentro il processo formativo dell’opera per capirne la sua genesi e la poetica dell’artista. Le sue immagini spesso valgono più della parola scritta, ogni opera d’arte fotografata, spesso con l’autore, riesce a comunicare l’essenza stessa dell’opera cogliendone i significati profondi. Lo stesso Abate dichiara di “ voler riassumere in sé l’opera intera, perché quasi sempre rimane una sola immagine del lavoro e questa deve essere necessariamente la foto definitiva dell’opera, quella che l’artista riconosce e accetta come fosse sua”. Nel 40° anniversario della scomparsa di Pino Pascali (1968/2008) Claudio Abate. Pino Pascali e gli anni ‘60 dal 27 giugno al 7 settembre 2008 Orario: dal mercoledì alla domenica 19/22 ( lunedì e martedì chiuso) Palazzo Pino Pascali, Museo Comunale d’Arte Contemporanea Polignano a Mare (Bari) Info: museo@palazzopinopascali.it tel.080.4249534 www.palazzopinopascali.it immagine: Foto di Claudio Abate, Pino Pascali, Colomba della Pace, studio dell’artista, 1965 stampa lambda, cm 50×36,5
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