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Firenze un intero anno di grandi mostre

di - 10 Febbraio 2006

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[10|02|2006] |||arte modernaesposizioni

Firenze un intero anno di grandi mostre

FIRENZE 2006. UN ANNO AD ARTE

L’anno ad arte, il clamoroso scintillante 2006 fiorentino gremito di mostre, incomincia il 1° Marzo al Bargello. Protagonista è Jean de Boulogne (Giambologna per gli italiani) nato nel 1529 in Piccardia a Douai, morto a Firenze nel 1608. Si può dire con Pope Hennessy che Giambologna fu dopo Michelangelo il massimo scultore del suo secolo e anche se le sue opere furono scolpite o gettate in bronzo a Firenze e per Firenze, i bronzetti prodotti dalla sua bottega trasformarono il suo stile in idioma universale. E’ vero. Dopo il Buonarroti e prima del Bernini, per un arco di tempo lungo quasi un secolo, lo stile del Giambologna divenne in tutta Europa – da Parigi a Vienna, da Praga a Madrid – lo stile ufficiale delle Accademie, delle Corti e della Chiesa. Divenne cioè, come dice Pope Hennessy, un vero e proprio idioma universale. I contemporanei furono affascinati dalla prodigiosa abilità tecnica del Giambologna non meno che dalla sua proposta stilistica, in felice equilibrio fra verità e artificio, fra natura e astrazione. Il massimo della mimesi naturalistica nel massimo della sublimazione concettuale e della pregnanza simbolica. Così potremmo definire lo stile del Giambologna. Ebbene questo provinciale di Piccardia che ha insegnato all’Europa lo stile fiorentino sarà – con i suoi marmi prodigiosi con le svelte statuette lucenti di lacche preziose provenienti dai musei di mezzo mondo – ospite del Bargello fino al 15 Giugno.
Subito dopo (siamo ancora nel Mese di Marzo, la primavera fiorentina non è ancora cominciata) ci saranno Leon Battista Alberti a Palazzo Strozzi e Leonardo da Vinci agli Uffizi.
Leon Battista Alberti è il progettista dei monumenti più celebri del Rinascimento (il S. Andrea di Mantova, il Tempio Malatestiano di Rimini) ma è anche il teorico della colorata prospettiva, della pittura di luce, dell’ordine armonioso che governa il mondo visibile. Di quel momento mirabile della nostra storia artistica che unisce Domenico Veneziano e Paolo Uccello, il giovane Lippi e il Beato Angelico e prepara la strada a Luciano Laurana, a Piero della Francesca, a Raffaello, parlerà la mostra di Palazzo Strozzi. Come è accaduto nel 2004 per Botticelli, il Rinascimento dei pittori e degli scultori sarà all’interno dello spazio architettonico rinascimentale più bello del Quattrocento italiano. Come per la mostra su Botticelli, il visitatore non potrà non ammirare e non stupire.
Quanto alla Mente di Leonardo (così si intitola la mostra che aprirà agli Uffizi alla fine di Marzo per durare fino al Dicembre di quest’anno) è tutto lo spettro intellettuale del Da Vinci ad essere indagato: lo scienziato e il pittore, il disegnatore e l’architetto, l’anatomista, il cartografo, il filosofo. Non era mai stata tentata prima e neppure concepita una mostra del genere e mai più capiterà di vedere il San Girolamo del Vaticano accanto alla Adorazione degli Uffizi, nè la Battaglia di Anghiari riproposta e restituita mettendo insieme tutti i materiali documentari che i musei del mondo conservano.
Giambologna, l’Alberti e Leonardo concentrati in un solo mese fanno una performance stupefacente tale da far impallidire i programmi culturali di qualsiasi capitale d’Europa o d’America.
Ma, a Marzo, l’anno ad arte di Firenze 2006 è soltanto agli inizi.
Il 9 Maggio aprirà all’Accademia (per durare fino al 24 Settembre) la mostra dedicata a Lorenzo Monaco lo squisito antagonista, a Firenze, del protorinascimento del Brunelleschi e di Masaccio. La stagione che i manuali chiamano del gotico internazionale sarà testimoniata da Lorenzo Monaco, ma anche da Agnolo Gaddi e da Spinello Aretino, da Lorenzo Ghiberti e da Gherardo Stagnina, fino a toccare la stagione felice di Masolino e del Beato Angelico. Se si pensa che la nostra mostra esce in contemporanea con il Gentile da Fabriano a Fabriano, si può dire che la primavera italiana dell’anno 2006 offre una opportunità straordinaria e irripetibile a chiunque ami la grande e bella pittura del nostro primo Quattrocento.
Ancora in Maggio (apertura il giorno 16 fino al 5 Novembre) i locali restaurati della Meridiana di Pitti ospiteranno l’ultima grande stagione dell’arte fiorentina. E’ il periodo che si colloca fra il tramonto dei Medici, l’avvento della dinastia lorenese e l’Impero; quando il genio di Louis Siries, di Antonio Cioci, di Giuseppe Zocchi e i manufatti usciti dall’Opificio delle Pietre Dure incantavano l’Europa delle corti da Vienna a Parigi a San Pietroburgo.
L’anno ad arte (siamo al 22 Dicembre, quasi alla vigilia di Natale) si chiude con la celebrazione della donna che ha fatto per l’arte fiorentina assai più di quanto hanno fatto negli ultimi due secoli tutti i re e i presidenti, i sindaci e i podestà, gli onorevoli e i senatori, gli assessori e i soprintendenti messi insieme. Mi riferisco ad Anna Maria Luisa de’ Medici, alla sua storia, alle arti e agli artisti da lei amati e collezionati, alla sua lungimiranza politica che ha permesso di conservare a Firenze i tesori della corona e cioè i Botticelli e i Tiziano, i Raffaello e i Caravaggio che oggi fanno l’orgoglio dei nostri musei.
Un anno ad arte come quello che ho qui velocemente illustrato ha richiesto una concentrazione di sforzi, un volume di risorse e un impegno operativo di proporzioni tali da apparire raro e quasi stupefacente in una città come la nostra. L’alleanza fra l’Ente Cassa di Risparmio e il Polo Museale Fiorentino ha permesso di trasformare il sogno in realtà, il progetto in risultato. E’ una linea di metodo che dobbiamo sforzarci di praticare se vogliamo che la nostra città continui a giocare, in Italia e in Europa, il ruolo di vetrina e di laboratorio delle arti che la storia le ha affidato.

Il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino

Antonio Paolucci


Firenze 2006. Un anno ad arte
Musei statali fiorentini
per info: www.firenze2006.it

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