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Fondazione Querini Stampalia, Venezia. Nel segno di Carlo Scarpa

di - 16 Luglio 2014

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[17|07|2014] Arte Contemporanea

Fondazione Querini Stampalia, Venezia. Nel segno di Carlo Scarpa

Nel segno di Carlo Scarpa

C’era una grande assemblea universitaria un giorno e si chiedeva che Carlo Scarpa parlasse; ma lui non parlava. Secondo Scarpa ci si doveva confrontare con le sue cose, non con le sue parole. Ad un certo momento Carlo si alzò e uscì con grande calma e distacco.

L’architetto Carlo Aymonino si levò e disse: “Alcuni parlano, altri disegnano; i segni di Carlo Scarpa, ve lo garantisco, contano molto di più di molte parole nostre, vostre che qui possiamo dire”.

Era l’inizio degli anni ’70. Nel racconto della riservatezza di Carlo Scarpa fatto da Giuseppe Mazzariol, direttore della Querini Stampalia, c’è tutto l’uomo, il suo modo di essere e di fare architettura.

Nel segno di Carlo Scarpa è un’occasione per portare alla luce nuovi aspetti del legame tra architettura e arte, tra antico e contemporaneo, che da decenni anima gli spazi della Fondazione Querini Stampalia.

Partendo da un cospicuo nucleo di disegni realizzati da Carlo Scarpa per la progettazione del restauro al pianterreno della Fondazione agli inizi degli Anni ’60, la mostra vuole suggerire un approccio più ampio alla serie di interventi, eterogenei e complementari, che, nel tempo, hanno visto protagonisti architetti e artisti all’interno del palazzo.

Abile nel mescolare tracce dell’antico ad elementi di novità, sfumature e contrasti, Carlo Scarpa ha coniato una modalità di intervento basata sul dialogo con lo spazio e la sua struttura. Un segno preciso, che ha spronato i suoi successori a lasciarsi suggestionare dall’ambiente così rinnovato e a darne una propria interpretazione, permanente o temporanea.

Da Valeriano Pastor a Mario Botta, l’architettura della Fondazione si è arricchita di apporti differenti ma armonici, che hanno poi ispirato il lavoro di numerosi artisti contemporanei invitati a rispondere, con la propria arte, all’azione creativa di Scarpa.

Le opere di Margarita Andreu, Ivana Franke, Candida Höfer, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Remo Salvadori e, da ultima, Haris Epaminonda,ma anche della coreografa Sasha Waltz, del compositore Atsuhiko Gondai con il violoncellista Mario Brunello, della fotografa Alessandra Chemollo, del regista Riccardo De Cal e del grafico Giorgio Camuffo hanno risposto al “segno” di Scarpa, generando un confronto avvincente tra fotografia, video, musica, danza e grafica, linguaggi diversi sullo sfondo dell’architettura.

Il risultato è uno scambio in costante evoluzione, aperto a voci e idee sempre nuove, in risposta alle suggestioni che Scarpa non smette di ispirare.

Anche il pubblico è chiamato a lasciare il proprio “segno” attraverso il social wall allestito in Fondazione. Accoglierà proposte, disegni, spunti e pensieri, che verranno poi caricati sui principali social network connessi alla Querini Stampalia.

Un’occasione unica per mantenere vivo un dialogo decennale, grazie al linguaggio della contemporaneità.

Titolo

nel segno di Carlo Scarpa

Promossa da

Fondazione Querini Stampalia, Venezia

Sede della mostra

Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252

Inaugurazione

4 giugno 2014, ore 20

Periodo

5 giugno – 23 novembre 2014

Orario apertura

10 – 18, chiuso il lunedì

Ingresso

intero 10 euro, ridotto 8 euro. La visita all’esposizione temporanea è compresa nel biglietto di ingresso alla Fondazione Querini Stampalia

Fondazione Querini Stampalia

Santa Maria Formosa, Castello 5252, 30122 Venezia

tel 041 2711411

www.querinistampalia.org

Ufficio stampa

Sara Bossi

tel. 339 8046499/041 2711441, e-mail: s.bossi@querinistampalia.org

in collaborazione con

Studio ESSECI, Sergio Campagnolo

tel. 049 663499, e-mail: gestione3@studioesseci.net

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