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Un percorso unico nelle Marche dal Seicento al contemporaneo

di - 5 Agosto 2014

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[06|08|2014] Arte Contemporanea

Un percorso unico nelle Marche dal Seicento al contemporaneo

“Cercatori di libertà” al Caleidoscopio Festival delle Arti

Camerano (AN) – Lo scenario del Parco Regionale del Conero, il centro storico di un borgo marchigiano, un unico percorso espositivo dal Seicento al contemporaneo per chi è “cercatore di libertà”…

“Cercatori di libertà” è questo il tema della prima edizione di Caleidoscopio Festival delle Arti che ha preso vita il 28 giugno con l’inaugurazione della mostra Un Capolavoro di Carlo Maratti per Camerano. Rebecca ed Eliezer al Pozzo (fino al 18 ottobre), a cura di Vittorio Sgarbi, che ha ‘restituito’ alla città, anche se per un periodo limitato di tempo, un grande quadro del pittore cameranese, prestito della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini a Roma, esposto nella chiesa di Santa Faustina, voluta dal pittore prima di morire nel 1713.

Immediatamente a seguire, il 12 luglio, ha aperto i battenti la retrospettiva su Quirino Ruggeri (1883 – 1950), artista storicizzato di Albacina nel fabrianese, ospitata nella suggestiva cornice della Grotta Ricotti e nella Sala Matteucci del Palazzo Comunale con importanti provenienze dalle collezioni Eredi Ruggeri e Cavallini-Sgarbi.

Ma è l’arte contemporanea, con la libertà che le è insita, a gettare un affondo sul concept del Festival e a interpretare il tema con Se dico Aria, un progetto a cura di Antonio D’Amico.

Se dico Aria …dici?…Tutti noi che di aria viviamo, siamo chiamati idealmente a completare questa frase. Un elemento impalpabile, trasparente, intangibile, forse l’unico trascendente e immanente al tempo stesso, che fa scaturire innumerevoli e personalissime risposte.

Sei quelle di altrettanti artisti internazionali – Marcello Chiarenza, Chris Gilmour, AngelaGlajcar, Kaori Miyayama, Gianluca Quaglia e Medhat Shafik – chiamati da Antonio D’Amico a rispondere alla domanda attraverso installazioni realizzate site specific per la chiesa di San Francesco.

Come dei veri e propri “cercatori di libertà”, gli artisti invitati a Camerano «penetrano nell’aria, lasciandosi invadere da pensieri, sensazioni ed emozioni, per dare nuova forma a pesi di misure reali e contrappesi di dimensioni sognate. Sogni e fantasie danno vita a una caleidoscopica gamma di creazioni percepite nell’aria e attraverso l’aria, avvolgendo lo spettatore in un respiro trascendente, astratto, surreale e contemporaneo», così descrive l’esposizione il curatore della mostra; che prosegue

«Se dico Aria… dico libertà, il desiderio di cercarla senza limiti, senza chiusure, fisiche e mentali e al di là dei luoghi e degli spazi precostituiti. Una mostra dentro una chiesa, non in una città abituata alle mostre d’arte contemporanea, non in un museo. “Aria” vuol dire per me entrare là dove non si è soliti entrare e quindi destare stupore, meraviglia, incanto. Volevo fare una mostra a Camerano nella splendida cornice della Chiesa di San Francesco che abbattesse molti schemi e che portasse tanta gente a vedere l’arte contemporanea con occhi e spirito diversi».

Lo stessa sede della mostra, una chiesa, un luogo di culto in cui si respira un’aria che ha il sapore dell’eternità potrebbe suggerire una prima chiave di interpretazione: potesse parlare al nostro “Se dico Aria … dici?” risponderebbe, “Dio”.

Un’altra caratteristica dell’esposizione è la capacità dell’arte di andare oltre ogni differenza, di culto e religione, per rimettere prima di tutto l’uomo al centro di ogni ricerca spirituale.

I sei artisti di religioni diverse hanno accettato senza porsi il problema di esporre le loro installazioni all’interno di una chiesa cattolica: è nata una mostra che si può definire ‘ecumenica’.

‘Fluttueremo’ dalle reti che circonfondono luce di Chiarenza, per la loro naturale traforatura quasi transustanziali all’aria, agli aerei e al pianoforte in cartone di Gilmour, all’installazione sospesa e multi stratificata – realizzata in carta – di Glajcar, a un inedito progetto sul tema della natura di Miyayama, fino all’ultimissimo confronto sperimentale con il paesaggio di Quaglia e le ‘colonne di carta’ di Shafik.

INFORMAZIONI, CONTATTI e BIGLIETTERIA

Ufficio IAT Camerano

Via Maratti, 37

Tel. 071 7304018

info@caleidoscopiofestival.com

www.caleidoscopiofestival.com

www.turismocamerano.it

Orari

3 agosto – 7 settembre 2014

lunedì, martedì, mercoledì: 10.00 – 13.30 / 15.00 – 20.00

da giovedì a domenica: 10.00 – 13.30 / 15.00 – 20.00 / 21.00–23.30

8 – 28 settembre 2014

10.30 – 13.30 / 16.00 – 20.00

29 settembre – 18 ottobre 2014

da lunedì a giovedì 16.00 – 20.00

venerdì, sabato e domenica 10.30 – 13.30 / 16.00 – 20.00

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