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Fino al 15.VI. 2013 | Architettura del Sé, Francesca Cesaroni | Roma, Salita del Grillo 17

di - 24 Dicembre 2012
Col favore dell’oscurità l’osservatore è libero di attraversare il nucleo espositivo, mosso dalla sensazione di vivere un sogno lucido dell’altro da sé, o di restare immobile di fronte alla sublimazione del corpo che si fa veicolo di contenuti psichici. M in un istante la leggerezza della luce si poggia sulla plasticità delle forme, svelandone la purezza. Il concerto sensoriale si unisce così alla trasposizione empirica del divenire corporeo, accompagnati dall’armonia musicale di J. S. Bach, che protegge dall’ignoto. Nella costruzione analitica dell’Architettura del Sé, le immagini offrono il sostegno necessario all’esperienza del contatto, riunendosi in un interstizio che neutralizza il confine fra la realtà complessa del fuori e l’intimità degli stati mentali.

È l’energia eterotopica della mente ad agevolare questo manifestarsi del contenuto, trasferendosi nella materia che prende vita. Non si interpreta, né si decodifica nell’esperienza visionaria: il corpo mutevole è in balia degli stati mentali che libera e custodisce, nega e paralizza, tracciando un andamento narrativo imprevedibile. L’arte offre dunque –Una possibilità di riconciliazione con la propria identità e di autenticità verso il proprio Sé individuale– attraverso la rivalutazione del corpo che si esprime nella sua evoluzione. La metafora del Re nudo è qui ribaltata: lo spogliarsi da ogni orpello è atto di volontà, è accettazione della fragilità umana, è empatia della caducità del corpo. La ricerca della comunicabilità si risolve nell’atto stesso della condivisione, in cui si guarda l’altro come immagine speculare del Sé.
Questo teatro delle immagini è immerso in una scenografia essenziale che accoglie le forme, lasciando alla luce il compito di mostrare la componente materica. I dettagli corporei emergono dall’ombra incorniciati in un’inquadratura che supera la bidimensionalità, come fossero apparizioni che fluttuano nella luce senza sfondo. Ma il buio non drammatizza la natura dell’immagine bensì la colloca in un altrove inesplorato. Il mistero dell’antico si fonde con la ricerca stilistica contemporanea, lasciando all’arte il suo destino dell’essere rivelazione. Nel rituale artistico infatti frammenti indomabili della realtà sfuggono alla ragione incrociando lo sguardo della creazione visionaria. La possibilità offerta dall’incontro con l’altro ha un duplice valore: ospitare la diversità per accrescere la conoscenza, e condividere la medesima condizione per mantenerla autentica. Il lavoro psicologico è la base su cui poggia il risultato dell’Architettura del Sé, dove l’artista stessa si trasforma percorrendo territori sperimentali nell’analisi del sentire umano.

Silvia Pellegrino
mostra visitata il 14 dicembre 2012

dal 5 dicembre 2012 al 15 giugno 2013
Francesca Cesaroni, Architettura del Sé
A cura di Achille Bonito Oliva
Roma, Salita del Grillo 17
La mostra potrà essere visitata su appuntamento
Info e prenotazioni: tel. 347 9314864, martinotti@lagenziarisorse.it,www.francescamartinotti.com
Ingresso libero

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