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Piazza del Campo: Transavanguardia in osteria.

di - 29 Aprile 2001

Gianni Brunelli è un ristoratore senese noto soprattutto grazie al Ristorante Le Loggie, punto di incontro di tutti gli artisti, attori, musicisti che passano in tournée a Siena. La voglia di diversificare le proprie attività lo porta a comprare del terreno a Montalcino – dove produce un ottimo brunello – per istallare una azienda agricola che, come egli stesso afferma, gli permette di fare un lavoro attraverso le cose che gli piacciono: la campagna, la natura, il vino.
Da qualche giorno Brunelli ha inaugurato in Piazza del Campo “Liberamente Osteria”, un sushi-bar/ristorante che coniuga l’alta tecnologia con l’arte. Il bancone è un blocco di alluminio postindustriale che si raccorda senza soluzione di continuità alla postazione dove il giovane cuoco giapponese prepara tassellini di pesce crudo e vedure; all’esterno degli schermi al plasma – sempre collegati ad internet – permetteranno agli avventori di connettersi direttamente con i produttori e i distributori del vino appena assaggiato, per ordinarne una cassa da farsi spedire a casa. Nel pavimento sono conficcati dei televisori che mostrano continuamente scene di vita quotidiana nella famosa Piazza.
Tutto intorno un mosaico dalle tonalità chiare percorre tutti gli spazi, le porte, le scale.
Amante dell’arte e grande collezionista di opere della Transavanguardia, Gianni Brunelli, in occasione dei lavori per la creazione di “Liberamente Osteria” provò a chiedere a Sandro Chia un carboncino da poter esporre nel locale. Il maestro, che abita e lavora sempre a Montalcino, poco distante dall’azienda vinicola di Brunelli, accettò di buon grado l’invito e, anzi, fece di più. “Sandro si è fatto sempre più coinvolgere dal progetto – racconta Brunelli – ha iniziato a progettare il mosaico che ricopre tutto il pavimento del bar e l’interesse anche per gli arredamenti e gli accessori è venuto da se. Io l’ho lasciato fare con immenso piacere, inoltre è stato lui, nel 1994, a dipingere il Palio vinto dalla Tartuca, la mia contrada”. Il cinquantaseienne artista della Transavanguardia è arrivato anche a progettare il bancone di cui abbiamo parlato sopra, ha ragionato sulle luci, ha deliberato, ci dice sempre il proprietario dell’Osteria, che le lampade ed il soffitto andranno ben presto sostituite.
Al lavoro è stato dato il nome “Detto Fatto” e la firma, enorme, campeggia su una porta infondo al locale.
“Finalmente abbiamo portato un po’ di dignità in questa piazza che stava pian piano diventando un affaccio meraviglioso per le pizzerie a taglio; non credo che chi mangia o beve qualcosa a ‘Liberamente Osteria’ – ci dice Brunelli salutandoci – possa sentirsi a suo agio quando va nei fast food…”. Nel vicinissimo Palazzo delle Papesse sono iniziati i lavori che tra qualche mese porteranno anche lì alla nascita di un bar dedicato all’arte: non tutte le tendenze nascono a Milano o a Londra!

Massimiliano Tonelli

[exibart]

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  • Questo Exibart quando si muove ci riporta sempre un bel regalo.
    L'idea è stimolante, il proprietario è interessante, il locale intrigante.
    Carino che l'artista, chiunque esso sia, abbia collaborato alla nascita di un nido dedicato all'arte.
    Spero solo che non sarà frequentato da folle di personaggi snob, con la puzza sotto il naso, e che credono di conoscere il mistero della vita e tutti i segreti dell'arte solo perchè hanno un'opera della transavanguardia a casa, e che si ricordano di avere solo quando hanno ospiti.
    Di quelli che ti guardano dall'alto facendo attenzione di non toccare nessuno che non abbia avuto una recensione su ArteIn almeno una volta nella vita.
    A Milano nascono le tendenze, ma nascono anche tanti locali così.
    Un augurio di buon lavoro.
    Ciao, Biz.

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